PETER BRODERICK - http://www.itstartshear.com

2012 (Bella union)
folk-pop, neo-classical, post-rock

Non so da voi, ma da queste parti c’è parecchia diffidenza verso l’arte “concettuale” e – ancora peggio – verso quella “progettuale”. Purtroppo una deriva, forse, legata al fatto che un artista deve pur vivere, e per farsi finanziare deve presentare un “progetto”, un’opera che vada da A a B, nella quale la somma dei quadrati dei cateti sia uguale al quadrato dell’ipotenusa ecc. ecc..
La scelta di nominare il proprio disco attraverso un indirizzo internet è già in sé materiale di dissertazione per gli ormai spompati guru dei nuovi media, ma bisogna da subito sgombrare il campo da ogni equivoco: nell’arte di Peter Broderick, di concettuale, c’è molto poco, e questo titolo – addirittura richiamato dal compositore americano nella title track, la più estranea del disco, quasi una declamazione alla Tv On The Radio – è solo un modo per smarcarsi dalle immagini un po’ bidimensionali della sua precedente produzione.

L’arte di Peter Broderick è infatti un’arte di dettagli, di minuti accorgimenti d’arrangiamento – come la manifattura di un orologio di precisione, è però anche il trionfo della meticolosità, della compitezza, all’insegna di un “bon ton dell’anima” che a volte stride col concetto di arte come forza indipendente dalla forma e dalla sua espressione contingente.
Così, piccoli moti dell’animo illuminano le miti progressioni di “A Tribute To Our Letter Writing Days” (bel titolo Lekman-iano) e dell’iniziale “I Am The Piano”, all’insegna di un affastellarsi di emozioni contemplative assai caro ai Sigur Ros, ma non in possesso di grande potenziale evocativo.

Nel melting pot anglo-teutonico di “Bad Words”, lento dalle tinte blues, nello strumming appena accennato e punteggiato dalla soffice e azzeccata idea di un semi-mute della bella “Everything I Know”, che ci porta dalle parti del trio MuhlyAmidonDoveman, si scoprono poi le velleità cantautorali (con ampia presenza del cantato per tutto il disco) della doppia natura di Broderick, di per sé una promettente commistione di capacità di compositore contemporaneo e di cantautore, ma risultanti in un’anti-sinergia che inquadra anche questo “http://www.itstartshear.com” in un limbo informe, con canzoni che ammiccano alla composizione e viceversa.
Senza per questo voler scartare del tutto l’opera dell’ex-Efterklang, anzi, ma a volte, nell’ascoltare i suoi dischi, si ha l’impressione di vedere per un attimo cosa questi potrebbero essere, senza mai riuscirci.

18/09/2012

Tracklist

  1. I Am Piano
  2. A Tribute To Our Letter Writing Days
  3. Blue
  4. It Starts Hear
  5. Asleep
  6. Colin
  7. Bad Words
  8. With The Notes On Fire
  9. Trespassing
  10. Everything I Know

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