Due le uscite fino a questo punto del 2012 per Fabio Orsi: il triplo cd “The New Year Is Over“, per la veneta Silentes Minimal Editions, mentre la prima in ordine di tempo è questo “Von Zeit Zu Zeit”, release numero uno nel catalogo della neonata Backwards.
Orsi è oramai un nome riconosciuto nell’underground internazionale in ambito elettronico e, vista la qualità elevata di molta della sua musica, ogni suo nuovo lavoro è sempre meritevole di una certa attenzione.
Ciò che denota “Von Zeit Zu Zeit”, che a dir la verità prosegue il discorso di “Wo Ist Behle” dell’anno passato, è un progressivo avvicinamento a un suono potente nella sua deriva cosmica, molto più roboante e avvolgente rispetto agli esordi, soprattutto se confrontato ai quadretti malinconici di “Osci” o alle crepuscolari distese ambient di “Find Electronica”.
Complice (probabilmente) la sua attuale residenza in quel di Berlino, qui il compositore pugliese coglie l’humus della musica cosmica e cerca di darne una personale interpretazione, nei termini di un suono caldo e pulsante. Chitarre, filtri e sintetizzatori vanno a definire due lunghe suite ipnotiche e discretamente cupe. La vibrante “Von Zeit” è un buco nero e suona come una versione post-industriale degli Ash Ra Tempel. La più distensiva “Zu Zeit” scorre all’insegna di una grigia e nebbiosa rarefazione attraverso cui s’intravedono occasionali spiragli di luce.
06/07/2012
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