Pulsazioni meno vibranti e profonde assecondano fin da subito un climax di fondo mediamente più inquieto e asciutto. A rimarcare questa nuova veste armonica, è l’introduttiva “Once We All Agree”, in cui Blake mette ulteriormente a nudo le proprie emozioni, lasciandole decantare su pochi tasti e basse ripartenze eccessivamente (auto)commiserevoli. Lo stesso dicasi della conclusiva “Enough Thunder”, che chiude un cerchio tratto con poca convinzione. Ben altro discorso merita invece la sfuggente diramazione timbrica di “We Might Feel Unsound”, nella quale è un acceso vespaio ritmico ad accompagnare la lieve melanconia vocale del timido electro-writer inglese. Mentre l’immensa “A Case Of You” di sua maestà Joni Mitchell è solo reinterpretata con troppa fretta e senza la minima personalizzazione. Così Blake scivola al centro del piatto nel comodo riempitivo di turno, prima di disorientare i timpani e l’anima con “ritrovata” maestria nella cyber-tronica coda di “Not Long Now”.
17/10/2011
Il futuro nelle mani di un giovane manipolatore-songwriter inglese
L'equilibrio artistico raggiunto dal cantautore londinese, nel suo disco più maturo
Quattro nuove canzoni e ritrovati ritmi dance per l'electro-writer inglese
Il ritorno dell'acclamato electro-writer inglese, tra vocazioni in scia gospel e collaborazioni di stampo urban
Un insondabile ed emozionante ritorno alle origini per il noto produttore elettronico, tra liquame idm, screzi breakbeat e anemico soul-step
Il ritorno del cantautore inglese, tra ballate soul e improvvise smanie hyperpop
Alti e bassi nel quarto attesissimo disco dell'electro-writer inglese
L'avvenuta fioritura del giovane e introverso electro-writer inglese
Meno hype ma qualità sempre altissima nel più importante festival di avant-pop, elettronica e club culture in Italia
Coerente con il Capitolo 1, il Reverendo torna in scena con una nuova prova che conferma la ritrovata vitalità
Il country-rock esistenziale del frontman dei Killers interpreta la grande epopea americana alla ricerca delle proprie radici
J, Lou e Murph raggiungono quota tredici dischi con la consueta spesieratezza e l'immancabile rumore
Un raffinato soul-pop-jazz sulle orme di Donald Fagen
L'incredibile (e inspiegabile) successo di una nuova stella del country pop
Il rumore discreto degli ultimi rantoli di un’umanità schiacciata dalla tecnologia, per una musica ultraterrena
Un nuovo strumento per espandere la miscela ambient/post-rock del progetto pavese
Imperfetto e di una sincerità disarmante, così il quartetto mancuniano decide di presentare il suo debutto, sempre sotto l'egida stilistica "Britainicana"