06-10/06/2019

Wave Gotik Treffen 2019 - Carpe Noctem

WGT, Lipsia


di Valerio D'Onofrio, Paola Marandola
Wave Gotik Treffen 2019 - Carpe Noctem

Diario di cinque giorni al WGT 2019 di Paola, Valerio e Andrej

L'arrivo

La ventottesima edizione del Wave Gotik Treffen, il più grande festival gotico del mondo, si è conclusa lunedì 10 giugno a Lipsia, bellissima città della Sassonia, che ne è la cornice ideale. Siamo arrivati il 6, un giorno prima dell'inizio del festival per pregustarci l'atmosfera di preparazione e non perderci neanche gli interessanti eventi pre-festival. Il nostro volo Milano-Lipsia ha fatto scalo a Monaco di Baviera e dall'aeroporto abbiamo preso un rapido e comodo treno. Già alla stazione di Lipsia (Haufbanhof) e appena usciti da questa si respirava il fermento dell'inizio imminente. I visitatori gotici del WGT sono sempre trepidanti nell'attesa del festival e molto entusiasti: forse sentono in modo profondo il significato dell'evento anche perchè la subcultura gotica non trova sempre facile espressione nella loro vita quotidiana. E’ qui a Lipsia, in questi giorni magici e oscuri, che ogni gotico si sente a casa propria, proiettato nella dimensione ideale nella quale vorrebbe vivere sempre: quattro giorni di musica di ottimo livello in location affascinanti, incontri con le principali band del mondo, feste a tema con i migliori dj, mostre d'arte, passeggiate per le vie del centro che si riempiono di vita e all'area mercato dell'Agra, alla ricerca di abiti e oggettistica di ogni tipo e piacevoli soste nei tanti ristoranti, caffè e birrerie. La maggior parte delle band sono tedesche; la Germania, si sa, è una delle Nazioni più prolifiche in ambito gotico ed elettronico. 

Lipsia inizia a colorarsi di nero e già appaiono i primi visitatori arrivati in anticipo come noi. All'uscita della Haufbanhof ci accoglie una melodia barocca in filodiffusione e casualmente fa capolino un ragazzo che sfoggia un abito settecentesco elegantissimo, camminando allegro e tronfio. Capiamo subito che le persone non sono mascherate, ma semplicemente al WGT ognuno può essere chi vuole, ognuno può essere davvero sé stesso.

wgt_2019Andiamo a sistemarci in hotel, il Westin, e dalla nostra stanza al quattordicesimo piano abbiamo una vista panoramica su una splendida Lipsia, ordinata e con tanti spazi verdi. Tutta la città partecipa al festival e accoglie i visitatori con ospitalità: gli esercizi commerciali sono decorati con ornamenti in stile gotico e offrono prodotti a tema molto apprezzati. Alcuni ristoranti propongono un menù gotico, con pietanze color nero o rosso sangue, le pasticcerie dolcetti a forma di bara, le gelaterie il gusto vaniglia nera, la libreria centrale allestisce un banchetto con libri di genere, i negozi di abbigliamento mettono in primo piano gli abiti neri, alcuni hotel regalano gadget in tema e perfino le farmacie si fanno venire qualche idea in vetrina per partecipare al gioco. Tutto a testimonianza che il WGT, pur riguardando solo i gotici (gruftis come venivano chiamati i dark in tedesco negli anni 80), è parte di Lipsia e rappresenta un'istituzione importante.

La sera stessa decidiamo di inaugurare il nostro festival in modo personale: cena tipica sassone alla nota e antica taverna Auerbachs-keller, frequentata da Goethe, che qui aveva ambientato alcuni passi del Faust. Prendiamo la birra locale, che ha un sapore inusuale, forse non adatto a tutti i palati, ma che noi apprezziamo. Ad allietare il convivio lo storico spettacolo di un buffo Mefistofele che si esibisce in un lungo monologo in tedesco, interagendo e coinvolgendo scherzosamente i commensali. Si rivolge anche a noi con una battuta che suscita il riso del pubblico e che purtroppo non comprendiamo, lasciandoci in omaggio una piccola bottiglia con una bevanda rosso sangue da lui creata al momento.

majahDopo cena, attratti dal dark cabaret, andiamo all'Absintherie Sixtina, immancabile locale, dove viene servito assenzio in tutte le varianti, e lo troviamo già gremito di persone sia all'interno che nel giardino per il concerto acustico del progetto Majah, di Berlino, che propone dark chanson. La cantante, Helen Jahn, suona anche una sega manuale con un archetto per violino, tenendola ad una estremità con un cacciavite ed ottenendo un effetto ghost sound suggestivo.

Soddisfatti, ci ritiriamo in hotel. Ci addormentiamo sapendo che ci aspettano quattro giorni di bellissimi concerti e imprevedibili incontri.



1° giorno. Venerdì 7 Giugno. The Lust Syndacate, Darkher, Camerata Mediolanense, King Dude, White Lies

img_7409Dopo un'ottima colazione ci rechiamo alla stazione dove abbiamo appuntamento col nostro amico Andrej, che sfoggia un outfit militare nero impeccabile, dark di vecchia scuola, che ha vissuto la subcultura gotica dagli anni '80 e che appare carico ed entusiasta quanto noi. Andrej ci accompagnerà durante tutto il festival, dandoci anche qualche utile suggerimento nella scelta delle band. Davanti alla stazione si è formata la consueta lunga fila di persone per l'acquisto del biglietto e il ritiro del braccialetto, che consente l'accesso a tutti gli spettacoli, i musei e l'uso dei mezzi pubblici.

Prima di entrare nel vivo del festival, trovandoci in una città dell’ex DDR, andiamo a visitare il museo dell'Ostalgie, un termine tedesco che si riferisce alla nostalgia per alcuni aspetti della vita nella Germania dell'Est. In mostra c'è una vasta collezione di oggetti di tutti i tipi risalenti al periodo della Guerra Fredda, una sorta di memoria degli oggetti di vita quotidiana utilizzati prima della caduta del muro, che troviamo molto interessante. Per Andrej non c'è nulla di nuovo, anzi ritrova oggetti appartenuti alla sua infanzia, essendo nato a San Pietroburgo negli anni '70. Facciamo poi una passeggiata in centro e brindiamo al nostro incontro in terra sassone al Mephisto bar, storico locale sorto nella galleria al piano sovrastante la taverna Auerbach Keller. Subito dopo andiamo alla Thomaskirche, la chiesa di San Tommaso, una chiesa luterana del 1400 in stile gotico, nota poiché Johann Sebastian Bach vi lavorò come maestro di cappella e che ora ospita la sua tomba. La prima rappresentazione di diverse sue composizioni avvenne qui. Siamo rimasti colpiti dai due magnifici organi a canne, uno dei quali costruito ispirandosi alla musica di Bach. Durante la nostra visita abbiamo l'occasione di assistere alle prove di un coro.

Ci dirigiamo finalmente verso l'Agra, centro nevralgico del festival, e andiamo a ritirare i press pass negli accoglienti locali dedicati al servizio stampa. Indossiamo felici i nostri pass e andiamo all'area ristorazione dell’Agra, che offre una notevole varietà di scelta gastronomica e siamo lieti di ritrovare ogni anno gli stessi stand, alcuni dei quali diventati una tappa fissa: il Met (una bevanda alcolica a base di miele e acqua), l'assenzio, le pizze farcite infornate al momento, piatti tipici della cucina tedesca e tanto altro. Nell'area mercato ci sono commercianti ed artigiani da tutto il mondo che espongono il meglio dei prodotti del momento: ci perdiamo tra gli stand di abbigliamento, libri, cosmetici, opere d'arte, accessori, dischi, articoli fetish e la nostra attenzione è catturata in particolare da splendidi abiti vittoriani e da un artista italiano che realizza bellissimi quadri dipinti in parte con sangue umano.

Scegliere i concerti non è stato affatto facile poiché diverse band interessanti si esibiscono contemporaneamente. I mezzi pubblici, in particolare i tram, funzionano perfettamente per raggiungere tutte le location, ma per la numerosità dei concerti e la distanza abbiamo utilizzato il taxi per vederne il numero maggiore possibile. Nel pomeriggio saltiamo purtroppo lo spettacolare picnic vittorianoe andiamo al Volkspalast, suggestivo edificio cupoliforme che fu centro direzionale della fiera della Germania Est.

Tra i primi ad esibirsi i The Lust Syndacate, progetto pop industrial anticapitalista di Simone Salvatori, cantante dei romani Spiritual Front. Incontriamo Simone dopo il live vicino al bar trovandolo soddisfatto e in gran forma. Ci congratuliamo con lui e gli chiediamo quando lo rivedremo in concerto in Italia, ma ci risponde sorridendo rassegnato che per almeno due anni non sarà possibile.

darkher_02Prendiamo posto ai tavoli della parte centrale della sala circolare circondata da colonne neoclassiche e  assistiamo al concerto della musicista britannica Darkher, che con solo voce e chitarra ipnotizza la platea con un carisma che ci ricorda in certi frangenti Chelsea Wolfe, in altri Anna von Hausswolff. Sembra di ritrovarsi in un antico rituale pagano, pieno di fascino per la decadenza, dove la musicista diventa un’oscura sacerdotessa. Tra un concerto e l'altro c’è una breve pausa che ci consente di uscire e socializzare per una birra e un panino di fronte al locale. Dopo è la volta degli italiani Camerata Mediolanense, storica band milanese fondata da Elena Previdi, che dagli anni 90 è un pilastro della musica neoclassica-neofolk. Il bel canto italiano unito alle melodie classiche affascina la platea di Lipsia, che applaude entusiasta. Al termine abbiamo il piacere di scambiare qualche parola con la simpaticissima cantante Carmen D’Onofrio, che appare felice dell’accoglienza ricevuta dai fan tedeschi e ci racconta alcune divertenti disavventure del lungo viaggio in auto.
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La serata termina con il dirompente King Dude, dagli USA, acclamato a gran voce dal pubblico. Nella sua musica si va dal dark-folk all’americana e dal country al blues. Chiude il concerto la blasfema canzone del 2011 “Lucifer's The Light Of The World”, messaggio di libertà anticonformista contro ogni convenzione istituzionalizzata, religiosa o di altro tipo, che ci tiene costretti nell’oscurità dell’ignoranza.
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Stanchi ma indomiti torniamo all'Agra per vedere i White Lies in una location decisamente più ampia con migliaia di persone che assistono a un divertente spettacolo tra synth-pop melodico e indie-rock. Se il pomeriggio e la sera sono stati assolutamente tinti di dark, paradossalmente la notte lo è meno. Questa prima giornata si conclude al Taubchenthal con
When We Were Young, festa ufficiale della Oldschool gothrock, postpunk e deathrock.


2° giorno. Sabato 8 Giugno. Welicoruss, Shadow Project 1334, Hubertus Schmidt e Arno Krokenberger

carro_funebreLa giornata si preannuncia memorabile: dobbiamo scegliere tra ben 190 show. Iniziamo andando alla stazione dove casualmente ci imbattiamo in una mostra estemporanea di carri funebri di collezionisti decorati in modo personale e stravagante per l’occasione. Prendiamo poi il nostro tram diretti al luogo forse più bello del festival, il villaggio pagano, Heidnisches Dorf, dove sembra davvero di ritrovarsi in una località medievale. C’è un mercatino di artigianato con una vasta scelta di abiti, gioielli e oggetti di vario tipo (medievali, celtici, pagani).  Oltre questi stand ve ne sono tanti altri gastronomici e ne approfittiamo per mangiare la buonissima pasta con verdure cucinata nel pentolone della strega, come lo definiscono gli stessi venditori. Come sempre c’è molta gente e passeggiando troviamo uno stand dove ci invitano a scattarci una foto d’epoca in abiti steampunk. Nel mentre un’alta figura si aggira tra la folla con la sua veste nera, agitando la falce e osservando dall’alto gli allegri passanti: è la Morte, ma non fa paura e le persone si fermano a parlarle. Chiacchieriamo con Andrej che ci sorprende affermando che non crede nella morte. Pensiamo che ha proprio ragione anche perché la musica e l’amicizia non hanno tempo. Prima di dirigerci verso l’area concerti prendiamo gli immancabili pretzel, qui sfornati caldi al momento. Nel pubblico alcuni hanno un outfit tribal goth con disegni allegorici sul volto e bastoni rituali con teschi di animali, che agitano appena salgono sul palco i russi Welicoruss. Il black metal sinfonico ci trasporta lontano nelle profondità della loro terra, la fredda Siberia.
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Prima che finisca il live siamo costretti a tornare alla realtà e andar via per non perdere un concerto in un luogo unico e molto suggestivo. Non si può infatti non assistere ad un concerto al
Volkerschlachtdenkmal (Monumento alla battaglia delle Nazioni, che segnò la sconfitta di Napoleone): uno dei più grandi monumenti europei edificato alla fine del 1800.
monumento_alla_battaglia_delle_nazioniE’ una struttura di granito e porfido, che al tramonto si tinge di rosso e crea un’immagine a specchio nella grande piscina di fronte. Saliamo i 364 scalini e in cima c’è una terrazza dalla quale si vede la città intera e un panorama che si estende fino al confine con la Boemia. All’interno grandi statue allegoriche, i difensori della vittoria e della libertà, alcune dagli occhi aperti, altre chiusi o socchiusi e illuminate da luci blu e rosse, sembrano ascoltare in silenzio la musica. Malgrado il locale sia pieno, l’atmosfera è solenne e vige il più assoluto silenzio. Si esibisce il duo composto da Hubertus Schmidt (trombone) e Arno Krokenberger (organo), che propone la loro versione della colonna sonora del film “Il Signore degli Anelli”. Il giorno seguente replicheranno con la colonna sonora della serie televisiva “Trono di spade”. Nel frattempo ci perdiamo purtroppo gli Inkubus Sukkubus, band inglese ispirata ad atmosfere pagane, al mondo delle streghe e al vampirismo, che celebra il trentesimo anniversario.
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Al Taubchenthal suonano gli Shadow Project 1334, nati dalle ceneri degli Shadow Project, a loro volta nati dalle ceneri della prima formazione dei Christian Death. La cantante è Eva O (ex corista dei Christian death) che insieme al grande Rozz Williams purtroppo scomparso, è una delle icone del deathrock. Quest’anno è presente al WGT anche l’ex tastierista e corista dei Christian Death, Gitane Demone, con la sua band Gitane Demone Quartet, che si può definire goth rock jazz con molte influenze musicali interessanti. 

3° giorno. Domenica 9 Giugno. Christian Death, The Moon And The Night Spirit, Priest, Lord Of The Lost

the_moon_and_the_night_spiritAl mattino facciamo una passeggiata al mercatino medievale al Moritzbastei dove beviamo il met e l’idromele, riuscendo a dissetarci in una giornata che si preannuncia molto calda. Uno degli appuntamenti fissi dei nostri soggiorni al WGT è il concerto alla chiesa neogotica in rovina di Wachau, appena fuori Lipsia. Il fascino che queste rovine trasmettono è molto potente: sorte su una collina e circondate da un cimitero, diventano il palcoscenico naturale della band pagan folk ungherese The Moon And The Night Spirit. La loro musica è un viaggio mistico in comunione con la natura che attraversa il tempo con ritmi lenti e sognanti, raccontando antiche leggende ungheresi con sonorità neoclassiche. Molti ascoltatori si godono la musica sdraiati sul prato del cimitero annesso, in assoluto silenzio onorando il luogo sacro in cui si trovano. Ci colpisce una danzatrice del ventre che balla tra le tombe con un abito in stile gotico-mediorientale, lasciando ondeggiare lunghi nastri neri legati alle braccia sulle note di questa musica senza tempo che ispira antichi rituali mistici. Finito il concerto prendiamo il taxi al volo dividendolo con altre persone per tornare all’Agra dove, tra i tanti incontri originali, ne troviamo uno che supera ogni nostra immaginazione. Ci troviamo di fronte una ragazza bionda con un enorme topo bianco ammaestrato sulla spalla, che non sembrava per nulla spaventato dalla folla che lo osservava, restando come un normalissimo animale domestico appollaiato sulla spalla della sua padrona. La sera ci rechiamo al Westbad, ottimo locale ideale per concerti e restiamo davvero stupiti da quanto numerosi siano i luoghi adatti agli eventi musicali rispetto alla grande maggioranza delle città italiane. Entriamo appena in tempo per assistere allo spettacolo dei Priest, band riconoscibile perché il cantante ha sempre il volto coperto con una maschera fetish (in un verso di History in black dice: “Non è una maschera, è la mia pelle”), mentre i due tastieristi usano le grandi maschere usate dai medici che curavano la peste. La musica è un synth pop moderno ma tuttosommato tipico, spesso con rimandi ai Kraftwerk, con melodie azzeccate e testi che parlano con ottimismo di un futuro prossimo dominato da esseri dotati di intelligenza superiore,  dove umani e cyborg convivono in armonia e dove il confine tra uomo e macchina appare sempre più labile. Non è una società distopica in un mondo cupo e negativo, ma il loro messaggio è che si può scacciare la paura del futuro che spesso ci attanaglia. Il loro brano più celebre “My History In Black” è proprio la storia di un riscatto da un passato dove gli errori commessi non impediscono la possibilità di un futuro vivibile.
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Nel frattempo ci siamo persi lo spettacolo dei Christian Death purtroppo, ben conoscendo il valore indiscutibile della band, ma cerchiamo di rifarci tornando all’Agra per vedere e i tedeschi Lord Of The Lost, molto amati in patria, che riempiono uno spazio davvero enorme, con diverse migliaia di spettatori. Il concerto termina prima con una versione ipermoderna di YMCA dei Village People che entusiasma il pubblico, infine con un monologo contro il partito di estrema destra Alternative Fur Deutschland, contro ogni ritorno a regimi liberticidi. 

4° giorno. Lunedì 10 Giugno. Geometric Vision, Nachtmar, Tangerine Dream, Sad Lovers And Giants

Dopo la consueta birra della tarda mattinata in centro con Andrej, ci dirigiamo al Runde Ecke, palazzo che fu sede della Stasi, ora museo, dove è stata allestita per il WGT anche una mostra tematica con documenti storici sullo spionaggio e la persecuzione di coloro che appartenevano alla subcultura gotica. Al termine della visita torniamo verso la stazione, dove ci imbattiamo in un corteo funebre di gotici dedicato a tutte le specie animali estinte e in via di estinzione a causa del modello consumistico dominante, contro lo sfruttamento selvaggio e il maltrattamento degli animali nell’industria della carne, organizzato dall’associazione ambientalista Extinction Rebellion e ovviamente ci sentiamo di condividere queste idee. Chi ama la musica gotica è spesso sensibile ai temi ambientalisti.
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Torniamo poi all'Agra, dove incontriamo finalmente per caso la cittadina di Lipsia che più di tutti desideravamo conoscere: Freyja NicLeoid, in arte It’s Black Friday, la più famosa vlogger goth del mondo, molto amata dal mondo gotico per la sua capacità di stimolare le persone a essere se stesse senza timori dei pregiudizi e le interessanti informazioni su tutto ciò che concerne la cultura goth.
black_fridayProprio in quei momenti suonavano i Geometric Vision, band darkwave napoletana, che ci riserviamo di vedere il prima possibile in un’altra sede.
All’Agra iniziano a suonare i tedeschi Nachtmar, band industrial-techno-dance di Thomas Rainer, anche membro del duo L’Ame Immortelle, noto come dance dictator. Famosissima in Germania, ci dà l’impressione di essere oggetto di un vero culto tra i giovani gotici. Il loro sound è molto estremo, aggressivo e moderno, pieno di teatralità violenta, estremamente ritmato con una coreografia curata. I ritmi sono martellanti, marziali, davvero senza tregua. Ci spostiamo al Volkpalast dove siamo attratti dalla presenza di una band storica tedesca o di quello che ne rimane, i Tangerine Dream. Prima di loro suona il duo Meta Meat; lo show è molto originale e il cantanteha una gestualità simile a uno sciamano, con percussioni tribali che li fanno associare vagamente alla sperimentazione di musica primitiva, accostabile agli italiani Aktuala, ma incentrato maggiormente a un’idea psichedelica, sciamanica dell’esperienza live. Arrivano i Tangerine Dream e la ressa diventa sempre maggiore. Dei giganti della musica cosmica tedesca ormai rimane solo il nome, ma lo spettacolo è dignitoso anche se album come “Alpha Centauri”, “Zeit” o “Phaedra” sono un lontano ricordo.
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Usciamo un po’ prima della fine per non perderci la storica band new wave dei Sad Lovers And Giants al Haus Leipzig. Siamo di fronte a una band estremamente consolidata e professionale e il live è impeccabile sino al finale coi super classici “50:50” e “Things We Never Did” che fa rivivere in pieno il periodo d’oro degli anni 80. Torniamo in hotel e ci sediamo a chiacchierare nella hall, doveincontriamo i Geometric Vision mentre salgono nelle loro camere, suggellando la malinconica fine anche di questa edizione del WGT.
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Ultimo giorno a Lipsia

Prima di partire andiamo, come l’anno scorso, a visitare il gasometro di Lipsia (panometer), sede delle fenomenali installazioni dell’artista totale (musicista, pittore, fotografo) Yadegar Asisi, maestro di giganteschi panorami immersivi a 360 gradi. L’anno scorso era stata la volta dell’installazione sul Titanic, quest’anno quella del microcosmo naturale di un giardino autoctono di Lipsia, “Il giardino di Carola” (il nome della proprietaria da poco deceduta). Lo scenario appare come un piccolo angolo di paradiso naturale all’interno di una grande città, dove Asisi cerca di immaginare la visione da parte di un insetto, rendendo immenso ciò che è estremamente piccolo. L’insieme è commovente e toccante come solo un grande artista è capace di fare e induce a riflettere su cosa davvero possa renderci felici. Il giardino è il simbolo del senso della nostra esistenza, nel suo ciclo di vita e morte (piante e animali che nascono e muoiono e dei quali il fine dell’uomo è prendersene cura con passione). Nelle opere di Asisi la colonna sonora ha un ruolo fondamentale e ci trasporta all’interno delle immagini e del loro significato profondo. Sarebbe bello inserire la sua installazione nel WGT e nel nostro piccolo l’abbiamo già fatto.
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Non lontano dal gasometro c’è il sontuoso e bellissimo cimitero monumentale
Sudfriedhof, una tappa obbligatoria del WGT, assimilabile ad un parco floro-faunistico, fino a ieri popolato da misteriose dame in abiti vittoriani e affascinanti vampiri. Qui concludiamo il nostro viaggio passeggiando un po’ tristi per la fine del festival, ma già proiettati al futuro e alla nuova edizione.





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