07/03/2024

C'mon Tigre

Monk Club, Roma


“Ma che super pezzo sarebbe? Ma che siete matti?!”. Commento di un anonimo utente su YouTube, dopo il caricamento sul canale ufficiale dei C’Mon Tigre del video di “Federation Tunisienne de Football”, storia di “un'eccentrica squadra di calcio, dei suoi balli e delle scarpe magiche, ambientata in un parco giochi sabbioso circondato da animali”. Oltre cinquemila fotogrammi dipinti a mano, a sceneggiare un improvviso mix di world music, funk e jazz che sconvolge il panorama sonico del Belpaese. Un esordio sorprendente per un collettivo misterioso, anonimi navigatori tra le diverse sponde del Mediterraneo, dal Marocco fino in Libano. Iniziato nel 2014, il viaggio della tigre tropicalista si ferma oggi in un Monk strapieno, regalando a Roma il suo nuovo "Habitat", per celebrare più che un nuovo disco la sensazione di gioia vitale, il grande processo compositivo che porta le diverse influenze musicali alla magia della creazione.

Mentre scorrono fredde le prime lager, il palco è minimale, luci tiepide tra il rosso e il viola, fumo denso dal sapore plasticoso. Quasi in un silenzio mistico, il collettivo sale sul palco poco oltre le 22, partendo spedito con la nuova “Goodbye Reality”, elegante e raffinato cocktail a base di jazz e ritmi da Ipanema Beach. Il Sudamerica è in questo preciso istante l’ombelico del mondo sonico dei C’Mon Tigre, dopo gli esperimenti visionari con la world music, gli intellettualismi progressive ed anche le sinfonie cinematografiche. "Habitat" è il nuovo album che viene portato dal vivo nella sua interezza: nove brani di trance tropicalista in cui sono preziosi i feat., in primis quello con Sean Kuti sull’ariosa “The Botanist”, resa live in versione ancora più funky.
Il fumo si dirada, i giochi di luce restano minimali, quasi a coprire i sei personaggi sul palco e lasciare spazio solo alla musica, all’etno-jazz di “Teen Age Kingdom” seguito dal pathos latino di “Odiame”. I ritmi sono eleganti, sensuali come un tango, a formare un continuum che sacrifica l’imprevedibilità live - o classiche logiche di alternanza tra vecchio e nuovo - per inondare la sala con il recentissimo flusso tropicalista.
“Non verrò a vederli - mi ha detto prima del concerto un conterraneo - perché il nuovo disco non mi piace, troppo monotono. E lo suoneranno per intero”. La prima divagazione sul tema è l’accoppiata “Supernatural”/ “Kids Are Electric”, dalla gemma del 2022 Scenario. Marcette afro-brasiliane si uniscono ai bassi sensuali, perfettamente allineate sulla nuova direzione musicale dei C’Mon Tigre. Ma si torna subito sui binari latini, dallo xilofono esotico di “Na Dança das Flores” alla squillante “Keep Watching Me”.

L’odore del fumo ha ormai lasciato il passo al sapore della birra, mentre un levare di braccia aizza il gruppo nel turning point del concerto. La nenia mediorientale “Nomad At Home” si trasforma in un groove ballabile, seguita dal sax di “La Mer et L’Amour” a lanciare una ammaliante ipnosi berbera. I C’Mon Tigre spingono sull’acceleratore, facendo deflagrare la seduta psicoanalitica “Sento un morso dolce”, sul tappeto elettronico ossessivo e il canto in italiano che sfocia verso il rap. L’atmosfera è ora caldissima, ci si muove a tempo sul trip-hop “No One You Know” e sulla successiva “Sixty-Four Seasons”, la canzone più smaccatamente funky-soul dell’ultimo album.
Il gruppo scatena un etno-rave in “Sleeping Beauties”, chiudendo il set con un primo inchino collettivo tra scroscianti applausi. Pochissimi minuti e si riparte con il bis, con l’energia terzomondista di “Twist Into Any Shape”, un manifesto del cambiamento che combacia con la poliedricità strumentale. E mentre tutti aspettano quella famosa storia dell’eccentrica squadra di calcio tunisina, i C’Mon Tigre chiudono con l’ammaliante “A World Of Wonder”. Regalando a Roma in circa un’ora e trenta di set uno spicchio di meraviglia in sette note.

Setlist

Goodbye Reality
The Botanist
Teen Age Kingdom
Odiame
Supernatural
Kids Are Electric
Na Dança das Flores
Keep Watching Me
Burning Down
Nomad at Home
La Mer et L’Amour
Sento un Morso Dolce
No One You Know
Sixty-Four Seasons
Sleeping Beauties
Twist into any Shape
A World of Wonder

C'Mon Tigre su Ondarock

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