Mick Harvey

One Man's Treasure

2005 (Mute) | country-rock

Se si deve parlare di Mick Harvey, certo non si sa da dove cominciare. Autore, produttore, compositore, arrangiatore, polistrumentista. Fondatore di Boys Next Door, Birthday Party, Bad Seeds, Crime & The City Solution. Amico (e collaboratore) di Nick Cave, Anita Lane, Barry Adamson, Hugo Race, PJ Harvey, Rowland S. Howard, Lydia Lunch, Robert Forster. Un uomo che ha definito i Sisters Of Mercy il peggior gruppo spalla che avesse mai avuto; tanto che i Sisters of Mercy si separarono per qualche tempo dopo questa sua affermazione.
E ancora chissà cos'altro e chissà quant'altro.
Un uomo tanto influente da essere stato raffigurato, da un noto quotidiano inglese, come "burattinaio" di Nick Cave e PJ Harvey. Che sia veramente lui a tirare le fila nei Bad Seeds? Dubito qualcuno si stupirebbe nello scoprirlo.

Ora è la volta di un nuovo lavoro a suo nome. Dopo due colonne sonore ("Alta Marea & Vaterland" del 1993 e la pluripremiata "Australian Rules" del 2003), due dischi tributo a Serge Gainsbourg ("Intoxicated Man" del 1995 e "Pink Elephants" del 1997) e innumerevoli collaborazioni, esce forse un po' a sorpresa questo "One Man's Treasure" e questa volta Mick Harvey ha fatto tutto in completa solitudine, scegliendo di incidere nello studio che si è costruito in casa. Questo significa niente collaborazioni, niente ospiti e, soprattutto, niente Anita Lane, che aveva cantato la maggior parte delle canzoni su "Intoxicated Man" e "Pink Elephants".
Eppure ancora non abbiamo tra le mani il primo disco solista di Mick Harvey perché solo due delle 12 tracce presenti portano la sua firma.
Un nuovo disco-tributo quindi, ma questa volta l'omaggio è rivolto al Tesoro che ha fatto grande quest'uomo.

Harvey omaggia Lee Hazelwood affidando a "First St. Blues" l'apertura del disco affrontandola in maniera dolce e rispettosa, senza per questo togliere al brano il pathos che merita. Potrebbe destabilizzare presentare anche un brano di Nick Cave, ma questa versione di "Come Into My Sleep" è stravolta abbastanza per essere una canzone nuova. "Louise" (già di JJ Walker) non poteva essere più intensa, commovente e annientante. Al nostro stato d'animo, Harvey fa di tutto per rimediare e ci riesce con una più solare "Come On Spring".

"Demon Alcohol" (chi mai si sarebbe immaginato che Mick Harvey riprendesse un brano di Bambi Lee Savage? E, soprattutto, chi mai si sarebbe aspettato un capolavoro tale?) ci ributta nella più oscura delle disperazioni e qui si colgono ora i frutti degli esercizi fatti sulle canzoni di Gainsbourg. "Man Without A Home" (primo dei due brani originali) ci riporta alla forma "canzone" più tradizionale, con arrangiamenti meno intimisti e più ricchi. Splendida "Planetarium", tanto melodica quanto epica ed evocativa. Inconfondibile la "The River" di un Tim Buckley che tanto ha influenzato il Nostro. Si capisce immediatamente quanto Harvey sia legato a questa canzone, lo si sente da come la suona, da come la canta, da come ce la sbatte in faccia, e guai a noi se proviamo a sfiorarla; lo si sente da come ce la urla a pieni polmoni mentre affoga e la corrente lo strascina via.

"Hank Williams Said It Best" è il cuore del country e per quanto questa canzone sia già celeberrima, Harvey riesce a metterci qualcosa di suo, la voce innanzitutto perché è proprio in questa canzone che ci si rende conto che Mick è, oltre che un eccellente polistrumentista, anche un ottimo cantante. "Bethelridge" potrebbe essere uscita da "Dirty Sings" di Anita Lane , da"Music For The Masses" dei Depeche Mode o da un funerale New Orleans-Style. "Mother Of Earth" sembra essere stata incisa per poter suonare attorno al fuoco in una polverosa notte in mezzo al deserto, mentre "Will You Surrender?" (il secondo dei brani originali) sembra più essere una ninnananna che un arrivederci o una domanda retorica.

Insomma, una prova migliore di tutto ciò che Harvey abbia mai inciso, sicuramente al di sopra delle aspettative. In attesa di un vero disco solista, con composizioni tutte originali. Mi piace pensare che ormai Harvey sia pronto. E noi anche.

(07/07/2018)

  • Tracklist
  1. First St. Blues
  2. Come Into My Sleep
  3. Louise
  4. Come On Spring
  5. Demon Alcohol
  6. Man Without A Home
  7. Planetarium
  8. The River
  9. Hank Williams Said It Best
  10. Betherlridge
  11. Mother Of Earth
  12. Will You Surrender?
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