Six Organs Of Admittance

School Of The Flower

2005 (Drag City)
psych-folk

Ben Chasny ci ha preso gusto.
Non contento del lavoro a tempo pieno con i Comets On Fire, continua infatti a sfornare album su album con il moniker Six Organs Of Admittance; questo è il settimo a partire dal 1998, anno di uscita dell'omonimo e bel debutto.
Tutta questa prolificità non ha certo giovato a Chasny, almeno in termini di originalità. Se infatti le precedenti uscite sono quasi tutte caratterizzate da una qualità media molto buona, hanno però il difetto di appiattirsi sullo stesso tipo di sonorità.
Vi anticipo che questo "School Of The Flower", primo disco per una "major" dell'underground come la Drag City, segue lo stesso trend.
Non propone cioè niente di nuovo in ambito psych-folk, anche se il valore delle composizioni è notevole.

Per l'occasione il chitarrista californiano è affiancato all'organo e alle percussioni da Chris Corsano, apprezzato polistrumentista inglese già collaboratore di personaggini del calibro di Greg Kelley degli Nmperign, O'Rourke e Tony Conrad tanto per citarne alcuni.
"School Of The Flower" funge un po' da raccordo tra le varie anime di Chasny alternando una psichedelia basata su droni e orientalismi sonori e semplici folk-blues acustici. Ed è l'equilibrio tra questi bozzetti, che a volte ricordano la commovente sincerità del Kaukonen di "Quah", e le composizioni più dilatate a essere la carta vincente del disco.
"All You've Left" è una tenera dichiarazione d'amore verso la semplicità, è quanto di più delicato Chasny abbia mai fatto. A farle compagnia sono le sognanti "Thicker Than A Smokey" e "Lisbon", quest'ultima decisamente più faheyana e contemplativa.
Nel mezzo, sempre il grande scorbutico, ma quello più sperimentale e visionario. "Words For Two", con chitarra a ripetere una manciata di accordi e un minaccioso organo a fare da sfondo, "Saint", più o meno sulla stessa falsariga ma con l'aggiunta di una chitarra elettrica a disegnare inquietanti arabeschi.
"Procession Of Cherry Blossom Spirits Home" è invece più solare, anche se venata di nostalgia, la campfire song del disco.
E poi la title track a cui va esteso il discorso fatto in precedenza per "Words For Two" e "Saint". Le differenze risiedono nella durata del pezzo, che si allunga raggiungendo i 13 minuti, e nella presenza delle percussioni.
Il lavoro di Corsano, orientato all'improvvisazione, è infatti ottimo.

Il cd scorre piacevole, la durata non è eccessiva (sui 43 minuti) e quindi non si corre certo il rischio di annoiarsi; anzi, questa potrebbe essere una buona introduzione alla recente ondata di revival psych-folk, adatto anche a chi non ama troppo il genere.
Non è il miglior disco del progetto Six Organs (rivolgersi all'omonimo debutto), ma è una produzione decisamente equilibrata e fruibile.

Tracklist

  1. Eight Cognition All You've Left
  2. Words For Two
  3. Saint Cloud
  4. Procession Of Cherry Blossom Spirits
  5. Home
  6. School Of The Flower
  7. Thicker Than A Smokey
  8. Lisbon

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