Lambchop

OH ( Ohio )

2008 (Merge) | alt-country

"It’s easy to quit smoking, I’ve done it hundreds of times.”
(Mark Twain)

E così Kurt Wagner ha nuovamente deciso di “smettere di fumare”.
Nell’arco di più di venti anni di attività, al leader della storica band di Nashville era successo forse solo due volte di “accantonare la sigaretta”: la prima nel 1996, con la pubblicazione del suo capolavoro spiccatamente cantautorale “How I Quit Smoking”, la seconda nel 2002, con il delicato ma certamente meno convincente “Is A Woman”. 
Con numerosi anni di consolidata carriera e otto album alle spalle (senza contare i vari Ep, raccolte e “best of”), la band capitanata da Kurt Wagner rappresenta ormai una istituzione nell’ambito dell’alt-country, continuando a fare scuola grazie a una ricercatezza formale mai invadente e a un’eleganza innata nelle melodie. Sebbene nel corso degli anni la musica dei Lambchop abbia spaziato in territori anche piuttosto diversi tra loro, passando dai rimandi soul dell’acclamatissimo “Nixon” agli ammiccamenti easy-listening del doppio “Aw C’mon/ No You C’mon”, essa si è da sempre distinta per le sue atmosfere raffinate e per la voce inconfondibilmente conturbante di Wagner.

A due anni dal precedente “Damaged”, i Lambchop tornano sulle scene con un album che può essere già annoverato tra i più riusciti della loro intera produzione.
In questo nuovo lavoro Wagner ha deciso di non avvalersi esclusivamente della collaborazione dell’amico Mark Nevers (Bonnie ‘Prince’ Billy, Andrew Bird, Silver Jews, Lou Barlow, Simone White, Clientele), produttore storico dei Lambchop dai tempi di “Nixon”, proponendo i brani anche all’attenzione di Roger Moutenot, un altro grande nome nello scenario indipendente statunitense (Yo La Tengo, Sleater-Kinney, Freedy Johnston, Beulah). L’album è stato prodotto “a singolo cieco”: destinati in parallelo ai due produttori, tutti i brani sono stati elaborati indipendentemente da entrambi, senza che ciascuno di essi fosse a conoscenza dell’esito del lavoro dell’altro. Wagner alla fine di questa operazione ha potuto scegliere per ogni singolo brano la versione che gli pareva più convincente, ottenendo così un mix-up molto personale e relegando la alt-version di quattro degli undici brani che compongono “Ohio” ad un secondo cd, che include anche una cover di “Chelsea Hotel #2” (Leonard Cohen) ed è disponibile solo nell’edizione a tiratura limitata dell’album.

“Ohio” può essere considerato come il più meritevole successore di “How I Quit Smoking”, poiché ne condivide la corale quiete e i toni distesi, pur conservando ancora in diversi brani quella sottile cupa malinconia che già da “What Another Man Spills” aveva iniziato a caratterizzare l’intera produzione a marchio Lambchop. Non mancano momenti up-beat (“Slipped Dissolved And Loosed”, “Sharing A Gibson With Martin Luther King Jr.”) o riferimenti al soul di nixon-iana memoria (“A Hold Of You”, “Popeye”), ma gli arrangiamenti risultano qui più corposi e “a tutto tondo”, conferendo ai brani un morbido languore che non ha precedenti nella discografia della band.
Come un buon bicchiere di Bourbon invecchiato, “Ohio” è un disco che va assaporato con la dovuta calma, prestando particolare attenzione ai brani maggiormente pacati e di “minore impatto iniziale”, che sono quelli che alla lunga rivelano le più piacevoli sorprese. Per innamorarsi di questo album basta infatti lasciarsi trasportare dal suo soffuso songwriting (“I’m Thinking Of A Number (Between 1 And 2)”, “Please Rise”), spesso spolverato di country-soul (“National Talk Like A Pirate Day”, “A Hold Of You”) e talvolta arricchito da un picking ambrato e vagamente latino (“Ohio”, “Close Up”). In particolare “Close Up”, presente all’interno dell’album nella versione di Nevers, si rivela essere uno tra i brani più belli mai usciti dalla penna di Wagner.

“Ohio” rappresenta forse il raggiungimento di una maturità perseguita dai Lambchop (con alterne fortune) sin dai loro esordi, attraverso un lungo percorso musicale in fondo piuttosto eterogeneo, seppure incentrato sempre su sonorità ormai consolidate e distintive della band. Se è vero che la spontaneità e il fresco candore di “How I Quit Smoking” sono ricordi ormai lontani e se “Ohio” portando su di sé il “peso” di tutto il background musicale dei Lambchop non mira certo a creare un legame esclusivo con l’llustre predecessore, questa nuova fatica dei Lambchop potrebbe comunque essere definita come il riuscito compromesso tra “How I Quit Smoking” e “Nixon”, vette a loro volta della precedente produzione della band americana.
Il parallelo con “How I Quit Smoking” resta in ogni caso inevitabile, e ammaliati dall’ascolto di “Ohio” potremmo quasi sperare che la sigaretta fumata da Wagner prima di iniziare la stesura di questo album sia stata davvero, definitivamente, “l’ultima”.

(04/10/2008)

  • Tracklist
  1. Ohio
  2. Slipped Dissolved And Loosed
  3. I’m Thinking Of A Number (Between 1 And 2)
  4. National Talk Like A Pirate Day
  5. A Hold Of You
  6. Sharing A Gibson With Martin Luther King Jr.
  7. Of Raymond
  8. Please Rise
  9. Popeye
  10. Close Up
  11. I Believe In You
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