Luca Olivieri

La Quarta Dimensione

2008 (AG Prod) | neo-classical, film music, new age

Tastierista, multistrumentista, compositore e arrangiatore, Luca Olivieri ha alle spalle un valente curriculum accademico (diploma in pianoforte al “Paganini” di Genova, partecipazioni a svariati workshop d’eccezione), una lunga lista di collaborazioni (tra gli altri Marco Baliani, Marino e Sandro Severini dei Gang, Claudio Fossati e Giuseppe Cederna, senza contare la duratura partnership con gli Yo Yo Mundi), e soprattutto un altrettanto ampio carnet di creazioni per opere teatrali (Fabrizio Contri e Valerio Binasco, oltre agli spettacoli “Ricordi fuoriusciti” e “Il fiume rubato”).

Nel ’96 vede la luce una delle sue score. Trattasi della colonna musicale d’accompagnamento allo spettacolo teatrale “Trigentagramma”, scritto da Enzo Buarné su testo originale di Akira Kurosawa. “Trigenta”, il mini-cd così prodotto, definisce le coordinate del suo suono: reading d’avanguardia (“Intro”), new age contesa tra le grazie ancestrali di Enya e le colonne sonore di Vangelis e Badalamenti (“Tema del viaggio I e II”, “Ultime luci”), world music (“Piove su Bali”), melodie neo-romantiche per pianoforte, precorritrici del filone di Einaudi e Allevi (“L’ipotesi”) - ma rispetto ad essi più saggiamente attento agli intrinseci dettagli orchestrali - e musica elettroacustica al limite dell’industrial (“Estensione”).

Più di un decennio dopo, Olivieri decide di riunire e ri-editare piece già edite, prese da precedenti colonne sonore, oltre a spunti inediti allo stadio embrionale. Il risultato, “La quarta dimensione”, è una raccolta di brani strumentali classicheggianti à-la Wim Mertens visti dall’angolazione di un arrangiatore attento ai colori orchestrali più soffusamente cinematici, ma talvolta anche a dinamiche timbriche maggiormente tortuose.
Brani come “Alibi”, “Baricentro morale”, “Lontana presenza” e “L’attesa” sono semplici soffi orchestrali costruiti su una base elementare e quindi sviluppati per piccole addizioni successive (dall’ovatta ambientale ai contrappunti dell’oboe, dai duetti con il cello ai synth religiosi, dai palpiti distorti delle chitarre al glockenspiel ramingo). In “Un mondo segreto”, però, affiora tensione dai tocchi mistici delle tastiere a mutare in mood boliviano (in parte desunto dal Morricone di “Mission”) e in “Il sogno di Napo” impagina electro aleatoria (un turbinio simil-acquatico), battito dub, giravolte clownesche e battiti in forma di tango, impreziosendo il tutto con tocchi di arrangiamento e produzione. “Chrome”, di contro, attacca da un battito quasi drill’n’bass, al limite della dissonanza.

Se le piece in cui il compositore si sbizzarrisce non convincono appieno (“Fantasmi”, tra registri circensi e umore da complessino di balera, tempo di mazurka e accenti di chitarra alla Marc Ribot), i bozzetti meditativi guadagnano spesso in godibilità. Così, il trattamento fantasmagorico dei suoni analogici in “Angelina” e nella sua lenta reprise, tra Eno e Wendy Carlos, sfuma in una breve sfilata di timbri da camera; la chiusa, tanto “Le ali del tempo” quanto “Ricordo” deborda vagamente negli effluvi cosmici alla Steve Roach, nei droni chitarristici che si trasfigurano in fondali orchestrali e nei motivi-carillon completati da bridge dall’appena accennata estasi ambientale in punta di piedi.

Viene il dubbio che Olivieri - ora arrangiatore professionista a pieno titolo presso il “Lunaria” di Bistagno - fraintenda spesso composizione per scenografia, o per amalgama di sottofondi possibili. Il fatto certo è la cornice progettuale, che sfoca la forza espressiva in fregola di decorazione e intiepidisce gli sviluppi, preserva cert’altri spezzoni di fascino quasi nerudiano. Tutti temi sinceri: manca l’indispensabile. Lo stuolo di musicisti è composto dallo stesso Olivieri (tastiere e synth, wurlitzer, Midi, glockenspiel, melodica e percussioni), Mario Arcari (oboe, clarinetto e flauto dolce sopranino, già collaboratore di De André e Pagani), Giovanna Vivaldi (violoncello), Diego Pangolino (percussioni) e Roberto Lazzarino (elettrica) e da una buona (e doverosa) rappresentanza dei Yo Yo Mundi: Fabio Martino (fisarmonica), Fabrizio Barale (elettrica) e Andrea Cavalieri (basso e contrabbasso elettrico).

(26/05/2008)

  • Tracklist
  1. Angelina
  2. Chrome
  3. Lontana presenza
  4. Il sogno di Napo
  5. L’attesa
  6. Un mondo segreto
  7. Fantasmi
  8. Baricentro morale
  9. Alibi
  10. Angelina (reprise)
  11. Le ali del tempo
  12. Ricordo
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