Our Broken Garden

When Your Blackening Shows

2008 (bella union) | songwriter, dream-pop

Mentre credi di aver archiviato l’annata discografica, ecco che fa capolino un delicato insieme di suoni e voci che ti sembra familiare, la musica ti seduce pian piano, annullando ogni resistenza, sono sparute note senza ambizioni, che si distendono su un tappeto di tastiere, hammond, fragili orchestrazioni, cori angelici, sono melodie intrise di malinconica solitudine che non chiedono aiuto.
L’esordio solista della pianista degli Efterklang è un prezioso, delicato e intimo momento, che spezza le consuetudini dell’ascolto senza incanto, Anna Brønsted amplia con gusto il fronte sonoro sperimentato con il mini-album d’esordio, ottenendo il difficile risultato di mantenere una tensione emotiva con un minimalismo sonoro molto gracile.

La voce sottolinea contemporaneamente stati d’animo delicati e sontuosi, conduce la disperazione della solitudine verso il tepore che può donarle la pazienza, le canzoni sono dense di lirismo e suggestione, un lieve profumo di bucolica psichedelia dona magia alle già pregevoli composizioni.
Meno di quaranta minuti di ottime vibrazioni sonore che non temono il richiamo a proposte similari che l’hanno precedute, echi di Mazzy Star, Cocteau Twins, Bon Iver si susseguono senza imbarazzo, le canzoni esibiscono una varietà di stili agevolmente domata dalla omogeneità dei suoni.

Progettato in una scuola abbandonata nella foresta danese, “When Your Blackening Shows” è uno dei gioielli del 2008, affascinante ed essenziale, cela una infinità di vibrazioni dietro un muro del suono compatto ed estatico, che si avvale delle ottime orchestrazioni di Søren Bigum e Moogie Johnson. La voce, dal timbro fanciullesco, non disdegna toni caldi, annullando il confronto con Bjork (che molti sostengono) in favore di una versione ghiacciata di Joan Wasser.

“Watermark” apre in modo maestoso la sequenza dei brani, con richiami a J. S. Bach e al progressive ma senza supponenza, tutto scorre senza cedimenti. “Anchoring” aggiunge blues e soul attraverso splendidi inserti di chitarra e organo su un corpo ritmico più sostanzioso che altrove, mentre "Cardia", autentica torch-song che non sfigurerebbe nel repertorio delle migliori cantanti jazz, è uno dei momenti lirici più intensi e spirituali dell’album.

Tutti i brani offrono spunti interessanti, dalla più pop “The Blinding” alla leggiadra “The Rock Collector”, ricca di armonie folk e psichedeliche, fino alla spettrale “The Samaritan”, che evoca tutta la solitudine e la magia del luogo d’incisione. Un insieme di canzoni incantevoli che sembrano un unico flusso sonoro, una variante infinita di una eccellente intuizione sulla quale si regge con brio l'intero album.
Insieme agli album di Bon Iver e Peter Broderick, “When Your Blackening Shows” aggiunge un altro tassello alla poetica narrazione della solitudine.

(18/12/2008)

  • Tracklist
  1. Watermark
  2. The Blinding
  3. Anchoring
  4. When Your Blackening Shows
  5. The Rock Collector
  6. La Sagitaire
  7. The Samaritan
  8. Cardia
  9. My Kinship
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