PJ HARVEY - A Woman A Man Walked By

2009 (Island)
alt-rock, folktronica

Un uomo e una donna. Che camminano insieme. Le mani si sfiorano, gli occhi s’incrociano e poi s’abbassano sorridenti. I passi si dipartono, la loro eco si perde per il mondo, ma solo per tornare, prima o poi, a incontrarsi. Sentieri che scorrono paralleli fino al prossimo crocevia delle loro esistenze. Un uomo, una donna. Come in un vecchio film di Lelouch rifatto in chiave noir dal Michael Winterbottom di turno.

PJ e John si conoscono da quasi un quarto di secolo, dalla prima metà degli anni Ottanta quando lui era il leader degli Automatic Dlamini e lei un’adolescente precoce ed entusiasta che s’intrufolava sul palco durante le loro esibizioni brandendo un sax (il suo primo strumento), una chitarra o gracchiandone i cori. E da allora – anche se ne è passato di tempo, e la fama mondiale, quella che ti cambia dentro e ti fa scordare di chi sono gli amici veri, ha arriso, in varia misura, a entrambi – non si sono mai persi di vista: nel ’95 lui produce uno dei dischi più famosi di lei, “To Bring You My Love”; l’anno dopo lei presta la sua voce inestimabile a un album interamente composto da lui e firmato da entrambi, il “weilliano” “Dance Hall At Louse Point”; poi, ancora, due anni fa, quando la carriera di lei sembrava, musicalmente, a un punto morto, lui, cavaliere, è accorso aiutandola a mettere in cornice quel fulgido e controverso “ritratto di signora” che è “White Chalk“.

La stessa coppia inossidabile, in odor di nozze d’argento, è all’opera nell’ideale seguito di “Dance Hall At Louse Point”, non a caso intitolato “A Woman A Man Walked By” (anche se, per dirla tutta, si tratterebbe d’un immaginario menage a trois completato da Flood, già con loro tredici anni fa). Un album intenso, diretto, salace. In confronto al primogenito: più centrato sull’impatto delle singole tracce (che condensano nella forma-canzone spartana una molteplicità di spunti: dai più futuribili, sintetici, elettronici, a elementi rock classici, rootsy, distorsivi e muscolari) che sul climax teatrale del concept.

Lo si capisce già dall’opener e singolo “Black Hearted Love”, tiro indie anni 90, dimensione anthemica, quasi Fm, un ritorno al futuro. Lo conferma, di filata, “Sixteen, Fifteen, Fourteen”, duetto per banjo e chitarra acustica, folk malato e spasmodico che rimanda al terzo Zeppelin e PJ che sembra davvero contare gli anni al contrario per risalire fino alle più scatenate performance vocali della sua adolescenza. E se l’autoharp di “Leaving California” (punteggiata di wurlitzer e riverberi di feedback) e “The Soldiers” rimanda alle atmosfere neo-vittoriane presenti nell’ultima fatica della cantautrice del Dorset, nell’esplosiva title track Parish ricarica le batterie del suo fregolismo vocale (recitato, gutturale, falsetto, screaming) in una sorta di abbacinante inno post-femminista alla mascolinizzazione che sciama fino alla chiusa electro-percussiva da kabuki psichedelico (denominata “The Crow Knows Where All The Little Children Goes”) e sugli stessi toni apocalittici si eleva il paleo-grunge tribale per farfisa e chitarra di “Pigs Will Not”.
“The Chair” condensa in due minuti e mezzo bassi dub, ritmiche kraut, ripartenze chitarristiche e ascensioni chiesastiche; “April” e “Passionless, Pointless” fondono in modo suggestivo e originale elettronica downtempo e dream-folk con PJ che mesmerizza la scena come una soprano strangolata nell’abbraccio d’un fantasma dell’opera.

Una delle migliori PJ dai tempi di “Stories Of The City, Stories Of The Sea”. E un John, pregiatissimo demiurgo del rock alternativo, che di comune ha solo il nome. Una donna e un uomo.

29/03/2009

Tracklist

  1. Black Hearted Love
  2. Sixteen, Fifteen, Fourteen
  3. Leaving California
  4. The Chair
  5. April
  6. A Woman A Man Walked By/The Crow Knows Where All The Little Children Go
  7. The Soldiers
  8. Pig Will Not
  9. Passionless, Pointless
  10. Cracks In The Canvas

PJ HARVEY sul web

Federico Guglielmi
SINGLES GOING STEADY

I migliori singoli della settimana - Da Eric Clapton a PJ Harvey, dai Mogwai ai Calibro 35

Tra le novità più interessanti di questa settimana i nuovi singoli di PJ Harvey, Mogwai, Eric Clapton e Father John Misty

Federico Guglielmi
SINGLES GOING STEADY

I migliori singoli della settimana - Da Paul Weller a PJ Harvey, da Prince a Beth Gibbons

Le novità della settimana, da Paul Weller al ritorno a sorpresa di PJ Harvey, dall'inedito di Prince al nuovo singolo di Beth Gibbons

Federico Guglielmi
POLLS

PJ Harvey - I migliori dischi scelti dai lettori: i risultati

Qual è il miglior album di Polly Jean Harvey? Ve lo abbiamo chiesto nel nostro ultimo sondaggio: ecco i risultati

Federico Guglielmi
Livereport

Primavera Sound Festival 2024 - Barcellona – Parc del Forum

PJ Harvey, Beth Gibbons, Pulp, Phoenix, Ethel Cain, Lana Del Rey e National fra le stelle più luminose della rassegna giunta alla XXII edizione

Federico Guglielmi
Livereport

TOdays Festival 2017 - Torino – Spazio 211

Terza edizione del Festival torinese, con PJ Harvey, Richard Ashcroft, Shins, Mac De Marco, Timber Timbre e Band Of Horses

Federico Guglielmi
Livereport

PJ Harvey - L’incantesimo di Polly Jean sotto la pioggia di Belfast

La magnetica performance della cantautrice del Dorset, al suo ritorno nella capitale nordirlandese dopo vent'anni