La cantantessa-autrice Mirah, non certo nuova ad aiuti e collaborazioni, per il 2011 decide di affidarsi a un duetto con un’altra cantantessa, Thao Nguyen, vocalist californiana di recente apprezzata in compagnia della più ampia formazione Get Down Stay Down.
Il risultato, “Thao & Mirah”, annovera una prima parte piuttosto brillante: dall’hip-hop electro-etnico con rosa folta di percussioncine di “Eleven”, al dub-soul dal forte tiro ritmico e conturbanti fiati portoricani (con tanto d’improvvisazione collettiva finale) di “Rubies And Rocks”, alla serenata degna di Vashti Bunyan dal ritmo ottenuto con fiato, bocca, respiri di archi e trotto di grancassa di “Little Cup”, passando per l’uptempo folkish di trombe spagnole e batteria marciante di “Folks”, prossimo agli esperimenti para-sinfonici di Sufjan Stevens
Nella seconda parte si rimangiano tutto, abbandonano le ricerche e si dedicano a solitarie canzoni che suonano quasi come demo personali (“Spaced Out Orbit”, “Likeable Man”, “Squareneck”).
Le due (le tre, dato che la prima parte è frustata dalle creative orchestrazioni di Merrill Garbus, aka Tune-Yards) approntano un lavoro riuscito a metà. Non solo nella qualità, anche nella quantità; la seconda parte non esiste. Per quanto riguarda la prima dipende dal punto di vista: per le autrici, è un pugno di canzoni che apporta nuovi paradigmi alla carriera di entrambe. Per l’ascoltatore, sono due direttrici che si compenetrano e sfociano in risultati quasi pirotecnici.
02/05/2011