The Weeknd

Thursday

2011 (Self Released) | r&b, electro, dub

Sono pulsazioni notturne a sancire la fine del giorno e lo spalancarsi dell'abisso prima che sia, nuovamente, come sempre, l'alba. Sono canti sofferti, rimpianti e poi richiami, fino a quando l'abbandono diventa desiderio e unico rimedio.

The Weeknd è anima e struttura r&b, innestato in ambienti e sound dub ed electro; The Weeknd è soprattutto Abel Tesfaye, classe 90, genitori etiopi, di Toronto, che assieme ai producer Doc McKinney e Illangelo nel 2011 pubblica e offre su internet, nello spazio di pochi mesi, due mixtape, "House Of Balloons" e questo "Thursday", facendo subito scalpore grazie al passaparola della rete e confermandosi poi in breve tempo sulle riviste specializzate.

 

Sono scenari borderline, già tanto celebri quanto controversi, quelli che fluiscono lungo il corso degli album; storie di perdizioni, sesso e abusi di sostanze proibite, messe in scena dall'evocativa voce dai tratti femminili di Tesfaye. Grazie a "House Of Balloons" The Weeknd è diventato nuova icona di una tendenza musicale - una combinazione di soul ed elettronica - che gode in questo momento di particolare fortuna, basti citare il recente exploit del ragazzo prodigio londinese di nome James Blake. Adesso con "Thursday" il tentativo di ribadire lo spessore di questi ritratti di dissoluzioni notturne.

 

Si entra per la seconda volta nel mondo di The Weeknd a partire dalla veemente "Lonely Star", un j'accuse sentimentale che si accende in un chorus scandito da un ossessionante drumming. L'esasperante tensione narrativa prosegue con le distorsioni industriali di "Life Of The Party", prima che eteree note di pianoforte riempiano l'aria per il progressivo sfuggire di "Thursday". Fin dalle prime tracce emerge una delle caratteristiche che distingue, tematicamente e nel mood, questo secondo mixtape: un maggior pathos avvolge il racconto, siamo per lo più in territori di rassegnazione e ricordi piuttosto che di promesse e celebrazioni; questo scarto emotivo si traduce in un suono più sfumato e dilatato, con maggiori sensazioni ed effetti room.

 

Assistiamo così al morbido deliquio accompagnato da suggestioni etniche di "The Zone" che introduce allo spasmo della separazione in "The Birds Pt.1", assieme al brano d'apertura, l'episodio più immediato dell'album. Soltanto una chitarra acustica fa da sottofondo al pianto solitario di "Rolling Stones", prima che l'atmosfera ridivenga satura con la conclusiva "Heaven Or Las Vegas", un lento incedere post-dubstep, notturna preghiera di definitivo commiato da Dio.

(24/09/2011)

  • Tracklist
  1. Lonely Star  
  2. Life Of The Party  
  3. Thursday
  4. The Zone
  5. The Birds Part One
  6. The Birds Part Two
  7. Gone
  8. Rolling Stone
  9. Heaven Or Las Vegas
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