Wolves In The Throne Room

Celestial Lineage

2011 (Southern Lord) | post black-metal, atmospheric black-metal

Scelgono un'ouverture dai toni sacrali, i Wolves in the Throne Room per aprire il capitolo conclusivo di una trilogia iniziata nel 2007 con “Two Hunters” e proseguita, due anni dopo, con “Black Cascade”, dischi qualitativamente altalenanti, fin troppo timidi nel tentare soluzioni nuove.

Come da copione, anche questo “Celestial Lineage” è un lavoro basato sulla ricerca della spiritualità nascosta tra i meandri della natura del Nord Ovest americano e, a livello musicale, racchiuso tra due poli ben riconoscibili: epiche cavalcate black-metal e desolati scenari autunnali nei quali la lezione post-rock viene filtrata dalla sempre più scoperta influenza Agalloch. “Thuja Magus Imperium” è, in tal senso, un vero e proprio manifesto, capace anche di evidenziare un lavoro di sintesi tra i toni più elegiaci di “Two Hunters” e quelli più sferzanti di “Black Cascade”. Lo scopo ultimo di questo nuovo lavoro, comunque, sembra essere quello di voler enfatizzare, senza mezzi termini, il carattere epico del loro sound, sviluppando ancora di più il binomio pieno-vuoto e puntellando la materia sonora con tutta una serie di minuzie soniche (cori ultraterreni, schianti armonici, squarci bucolici, etc.) dal forte impatto emozionale (“Subterranean Initiation”).

E, tuttavia, come già successo altrove, anche qui la band di Olympia, Washington si perde per strada, preferendo lanciare uno sguardo al futuro prossimo venturo (l’inno pagano di “Woodland Cathedral “, cantato da Jessika Kenney, indicativo, secondo quanto sostiene Aaron Weaver, di quelli che saranno gli sviluppi sonori della sua creatura), pur senza aver mai risolto, in maniera definitiva, gli spunti e le influenze che giungono dal passato. E, così, gli ultimi venti minuti e rotti del disco (divisi tra “Astral Blood” e “Prayer of Transformation”) continuano a imbastardire, senza particolari motivi di interesse, il black-metal con interludi pastorali, divagazioni post-rock, vaticini sinfonici e lagune di disperato romanticismo.
A questo punto, o imboccano la strada del nuovo livello, oppure finiranno per perdersi nell’anonimato.

(12/09/2011)

  • Tracklist
1. Thuja Magus Imperium
2. Permanent Changes in Consciousness
3. Subterranean Initiation
4. Rainbow Illness
5. Woodland Cathedral
6. Astral Blood
7. Prayer of Transformation
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