Nel chiudere la recensione del recentissimo “Malevolent Grain”, mi auguravo che l’imminente “Black Cascade” avrebbe rinnovato il mio interesse nei confronti dei Wolves In The Throne Room.
Speranza vana, ahimè, visto che questo nuovo lavoro della band americana non fa altro che mantenersi su livelli dignitosi, proponendo un black-metal atmosferico che, pur essendo potente ed emozionale, non riesce a risollevare le sorti di una band che, per quanto ci riguarda, solo su “Diadem of 12 Stars” è riuscita, seppur in parte, ad esprimere il suo potenziale.
Tra ritmiche cataclismatiche, screaming diabolico e chitarre lanciate a folle velocità, il quartetto di Olympia, Washington non fa certo sconti in fatto di brutalità e disperazione (“Wanderer Above the Sea of Fog”), lasciando, di rado, spazio ad aurorali, desolate aperture ambientali, come succede in quella “Ahrimanic Trance” che è certamente il momento più interessante e trascinante del disco.
Alternando, quindi, in maniera alquanto scontata aspre cavalcate e momenti di gelida inquietudine (l’intermezzo acustico di “Crystal Ammunition” fa pensare addirittura ai primi passi degli Agalloch), “Black Cascade” (album, comunque, piacevole e ben fatto che i fan finiranno quasi sicuramente per osannare…) si affida ad un canovaccio ampiamente risaputo, mai tentando soluzioni intriganti, mai riuscendo a scrollarsi di dosso il peso dell’ovvio.
20/03/2009
Black-metal e atmosfere epico-malinconiche per la band americana
Terzo capitolo della trilogia sulla spiritualità della natura del Nord Ovest americano per la band dei fratelli Weaver
L'inattesa virata dei fratelli Weaver, beniamini del nuovo black-metal americano
La band dei fratelli Weaver si apre a tematiche eteniste proprie della tradizione black metal scandinava
Settimo album per i fratelli Weaver, dopo quattro anni d'attesa
Parole che prendono corpo, sonorità vivide, un album live esplosivo
Un calderone pop in equilibrio tra psichedelia e progressive
La band piacentina debutta all'insegna dello shoegaze
Il pranzo è servito: un gustoso menù chamber-pop
Un folk pastorale e toccante segna le canzoni del quarto album del musicista dello Yorkshire
Luce e commozione tornano ad irradiarsi dal verbo ambient di Matthew Cooper
Pressioni sociali, salute mentale e processi di autocomprensione al centro del rumoroso sophomore della cantautrice di Northampton
Un elogio funebre, un diario in cui l’autore mette a nudo sentimenti tanto personali quanto universali