Torche

Harmonicraft

2012 (Volcom) | stoner/sludge, alt-metal

Dopo aver perso il chitarrista Juan Montoya (sostituito da Andrew Elstner) e aver pubblicato l'Ep "Songs For Singles" (2010), con cui avevano tentato (non senza ironia, a partire dal titolo) un approccio più melodico, vicino alla forma-canzone e orecchiabile, senza tuttavia trovare soluzioni troppo convincenti, per i (nuovamente) quattro Torche di Miami è la volta del terzo full-length "Harmonicraft" (Volcom, 2012), un lavoro esagitato, travolgente e perforante che li rilancia nel gotha del nuovo heavy-rock.

Si viaggia senza mai un momento di stanca tra la percussione costante tesa verso il tribale di "Letting Go" (che mette già in chiaro il marchio di fabbrica del disco nel contrasto tra chitarra ritmica sludgy, pesante, terremotante, seconda chitarra schizzante in arzigogoli melodici metallici, vibranti, caleidoscopici, e voce che ritaglia melodie memorabili in una vena che ricorda più i Dinosaur Jr. che la tradizione sludge/stoner), i rallentamenti effettati e psichedelici del chorus di "Kicking", il minuto e mezzo al fulmicotone di "Walk It Off", la granitica e cadenzata "Reverse Inverted" (con lamentosi fraseggi di chitarra sopra a una ritmica alternante 4/4 e 5/4 in variazioni diverse tra strofe e chorus, quest'ultimo con un riff sludge spaccaossa, fino a una coda eccezionale che sviluppa un'avvolgente e stratificata figura ripetuta su ritmica 4/4 alternata a 6/4), il martellamento rabbioso di "In Pieces" (con una forte vena alla Helmet in voce e distorsioni metallico-industriali), le esplosioni tra indie-rock, psichedelia e sludge di "Snakes Are Charmed" (con pioggia costante di frasi chitarristiche), il minuto e mezzo scarso dell'anfetaminica "Sky Trials" (un misto tra hardcore melodico, indie-rock e Mastodon) e le acrobazie ritmiche e melodie vocali memorabili di "Skin Moth".

L'inaspettato cambio di passo arriva con la lenta "Solitary Traveler" (un torrente sonoro di malinconia creato attraverso chitarre pesantemente distorte, in un aggiornamento metal di shoegaze e indie introverso-intimista, che ricorda da vicino gli analoghi esperimenti distorti, melodici e cadenzati del Jesu di "Conqueror" e "Opiate Sun"), ma poi giungono subito le feroci bordate chitarristiche della strumentale title track e un finale da apocalisse con i quasi 7 minuti di "Looking On" (che più di tutti richiama non solo i Melvins, e in una maniera molto più calda e orecchiabile anche il post-metal dei Neurosis, ma si avvicina anche allo stoner-doom psichedelico e religioso degli Om, con un chorus vocale evocativo da fine del mondo, senza tuttavia riuscire a resistere alla tentazione di chiudere il tutto, dopo una serie di colpi lentissimi e micidiali ed un breve silenzio, con un minuto scarso di sludge-punk nuovamente a rotta di collo).

Non siamo di fronte a uno stoner che semplicemente assorbe molto dal punk, come poteva accadere nei massicci Fu Manchu, ma a una contaminazione più variegata, schizoide, "liquida" e post-moderna: le svariate dosi di punk, indie e pop gettate nel calderone suonano più che in linea con il sound generale della loro generazione, anzi, nelle loro aperture stratificate diventano quasi futuristiche.
E anche se non raggiunge il livello di innovazione, esplosività e genio melodico del loro debutto omonimo del 2005 (senz'ombra di dubbio uno dei migliori album sludge degli anni 2000), il lavoro è comunque più accattivante, e apprezzabile da un pubblico più vasto, rispetto al loro secondo "Meanderthal" del 2008, disco che (specialmente grazie alla pubblicazione per la Hydra Head di Aaron Turner) a tutt'oggi resta il loro più conosciuto.
Il cambio di rotta avvenuto con "Meanderthal", tramite cui il gruppo aveva iniziato ad assimilare parte del linguaggio alternative rock degli anni 80 e 90, mischiandolo a un vivace sludge moderno di radice Mastodon-iana, è stato in "Harmonicraft" ripreso, ma dirottato verso lidi più punk, scoppiettanti, catchy, solari e divertenti.
Coloratissimo e caleidoscopico, "Harmonicraft" è una boccata d'aria fresca necessaria per tutto il genere.

(31/10/2012)

  • Tracklist
  1. Letting Go
  2. Kicking
  3. Walk It Off
  4. Reverse Inverted
  5. In Pieces
  6. Snakes Are Charmed
  7. Sky Trials
  8. Roaming
  9. Skin Moth
  10. Kiss Me Dudely
  11. Solitary Traveler
  12. Harmonicraft
  13. Looking On
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