Bravo

Apes In Space

2012 (autoprodotto) | power punk

Nelle vostre vene scorre sangue punk-rock? Avete ancora il poster dei Ramones appeso in cameretta? Avete nostalgia dei primi Green Day? La vostra magliettina preferita è quella nera con su scritto CBGB? Perfetto, sappiate che i Bravo hanno tutte le carte in regola per diventare il vostro gruppo preferito del 2012.

Trio power punk formatosi nel 2009 dall'idea di Riccardo Truono (batteria) e Luca Alfiero (chitarre e voci), dopo il consueto periodo di rodaggio, con inevitabili cambi di nome e line up, i Bravo si stabilizzano grazie con l'ingresso del bassista Giuseppe Arduini, già impegnato sul versante ska con gli Easy Skankers e su quello demential rock con i The Mentos. Orecchiabilità e immediatezza sono le loro armi, affilate dai ripetuti ascolti del meglio della scena punk rock d'oltreoceano, facendo di Green Day e Weezer i propri punti di riferimento, senza celare evidenti influenze provenienti dal rock britannico targato anni 90.

Dopo un demo distribuito nel 2010, "Apes In Space" rappresenta il debutto su lunga distanza, un concentrato di undici tracce che filano via tutte d'un fiato, trovando i vertici assoluti nelle iper dirette "Buenos Aires" e "Big Lips", ma anche nella più ragionata "Television", la quale lascia presagire interessanti nuovi scenari futuri. I testi, divertenti e scanzonati, sono farciti di quotidianità e piccole storie metropolitane: donne, videogames, invettive contro "amici" e "tronisti", teen ager poco pudiche ("Blooming"), giovani casanova che rubano loro la scena ("Romeo"), il tutto interpretato in un inglese mai forzato e assolutamente credibile.

Per completare l'approfondimento su "Apes In Space" abbiamo rivolto qualche domanda al bassista dei Bravo, Giuseppe Arduini, personaggio iperattivo nella zona immediatamente a sud di Roma, da anni bassista negli Easy Skankers, cantante nei The Mentos e apprezzato organizzatore di serate alternative oriented.


Ciao Giuseppe, vorrei rivolgerti le stesse domande che ho inserito nell'incipit della recensione (ride di cuore per l'utilizzo della parola incipit, ndr): nelle vostre vene scorre sangue punk rock?

L'estrazione della band è assolutamente punk rock, la nostra tendenza è però quella di rivisitare in maniera  spontanea e moderna il classic punk 70's dei Ramones, o quello più scanzonato dei primi Green Day.
Onestamente con i Greeen Day ci sono evidenti analogie sonore, ma la band oscilla anche verso altre direzioni, ad esempio ci avviciniamo molto a progetti tipo Weezer o Gamits, mantenendo una certa orecchiabilità di fondo.
Proponiamo un punk che ci piace definire "di nuova generazione", inserendo sulla classica ritmica punk particolari armonie in grado di conferire ai pezzi una connotazione attuale e poco scontata.
Ad esempio tendiamo ad utilizzare molto gli accordi in minore, che solitamente conferiscono una venatura malinconica alle melodie: è un elemento fortemente caratterizzante del suoni dei Bravo.
Inoltre tendiamo ad armonizzare molto gli intrecci vocali.
Fosse per me utilizzerei il classico triangolo magico del punk, tipo Sol/Do/Re, ma gli altri componenti della band preferiscono inserire tutti questi diesis,  che comunque funzionano maledettamente bene!
Luca e Riccardo mi stroncano ogni volta proponendo melodie e arrangiamenti tutt'altro che scontati, che alla fin fine devo ammettere a malincuore di apprezzare.

Avete ancora il poster dei Ramones appeso in cameretta?

Ah! Ah! Ah!
Abbiamo poster di donne nude in cameretta... perlomeno io (ride, ndr), gli altri due credo abbiano poster di giochi per la X-Box, o forse la locandina di qualche film tipo "Star Wars"... non so questi giovani che diamine abbiano per la testa!
A parte gli scherzi, ho capito benissimo cosa intendi, e credo tutto sommato di averti già risposto.
Ovvio che stimiamo e apprezziamo il meraviglioso percorso dei Ramones, ma noi crediamo di non rappresentare semplicisticamente dei loro cloni.
C'è una continua evoluzione nelle sonorità dei Bravo, una band che ha appena due anni di vita e continua a variare il proprio punto di osservazione.
Nelle undici tracce dell'album si intuisce il percorso della band, ma con un minimo di attenzione puoi iniziare a notare le differenze tra una semplice e diretta "Big Lips" ed una "Good Time" che si caratterizza per i suoi tempi di batteria meno scontati e per stacchetti assolutamente non canonici per il genere punk.
Oppure ascolta una "Television" più lenta, molto rock, più vicina alle sonorità dei Weezer.
L'idea è quella di utilizzare suoni diversi, magari più rock, più garage, più indie.
Nei nuovi brani che stiamo componendo, non compresi nel disco d'esordio, stiamo mutando il nostro approccio che si sta facendo più indie.
Ovviamente resta un'attitudine punk di fondo, ci mancherebbe.

Avete nostalgia dei primi Green Day?

Ahhhh, allora vuoi proprio provocarmi!
I Green Day ci piacciono, ma non credo proprio che siano la band preferita da Riccardo e Luca.
Preferiamo seguire nomi meno mainstream, più legati al circuito underground americano.
Un nome su tutti può essere quello dei Gamits, per i quali la scorsa estate abbiamo avuto l'onore di aprire una delle date del tour italiano, e dei quali siamo dei super fan dichiarati.
Un'esperienza unica, e si stava persino profilando l'ipotesi che potessero produrre il nostro disco, però eravamo già avanti con le registrazioni ed abbiamo preferito non farli intervenire in maniera parziale.
Magari in futuro, chissà...

Non vi spaventa l'ipotesi di essere etichettati in maniera semplicistica come power punk trio?

Il basso nel disco è rotondo, molto rock secondo il mio punto di vista, la batteria la trovo decisamente moderna come concezione, la chitarra forse è l'unico elemento che rimane più fedele all'atteggiamento classicamente punk.
Diciamo che non ci interessa essere considerati più o meno punk, tantomeno siamo alla ricerca di un'etichetta da esibire.
Siamo consapevoli di essere abbastanza pop, tenuto conto di quanto si può ascoltare dentro "Apes In Space" potremmo essere giustamente considerati un bel power pop punk trio.
Ci sta tutto.

La vostra magliettina preferita è quella nera con su scritto CBGB ?

Quella che Xabier Iriondo esibisce spesso nei recenti tour con gli Afterhours?
Massimo rispetto per lo storico locale newyorchese e per i giganti che hanno calcato quel palco, ma la t-shirt preferita da Riccardo e Luca resta quella dei Gamits.
Per me quella dei Milvains, una band hard core della mia zona.

Parlaci un po' del resto della band.

La maggior parte dei pezzi li scrive Riccardo, il batterista.
Riccardo fa anche i cori, ed imbraccia spesso la chitarra per trovare melodie, è un vero polistrumentista; se non fosse pigro e fissato con la xbox sarebbe uno dei migliori musicisti dell'area romana: canta bene, suona la batteria, il basso e la chitarra altrettanto bene.
Luca si occupa di chitarre e voce, scrive i testi, ha una voce che funziona molto bene, ci sta da dio.
Io, al contrario degli altri progetti nei quali sono coinvolto, con i Bravo sono una specie di session man, nel senso che suono e basta, senza grosse responsabilità.
Con i The Mentos sono il frontman, anche con gli Easy Skankers non ho certo un ruolo secondario, con i Bravo mi rilasso quasi!

I Bravo saranno una delle rivelazioni del 2012?

(quasi gli escono gli occhi di fuori, ndr) Lo spero, diamine, ma mi accontento di continuare a suonare la musica che amo.
C'è una bella alchimia tra noi. Luca e Riccardo suonano insieme da molti anni, prima dei Bravo avevano una band di nome Daire, hanno fatto qualche cd se non ricordo male, e facevano grande musica, molto più complessa di quella che proponiamo oggi. Penso ci sarà da divertirsi.

(05/01/2012)

  • Tracklist
  1. Buenos Aires
  2. Romeo
  3. Street Lights
  4. Big Lips
  5. Apes In Space
  6. Television
  7. Rock Baby Rock
  8. You Are Wrong!
  9. Good Time
  10. Blooming
  11. Sweet Years
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