JUNIPERS - Paint The Ground

2012 (Self released)
psych-folk-pop

A volte la musica può sembrare miracolosa; anche quando non è eccelsa, anche quando sai che probabilmente non te la ricorderai per sempre. È questo il caso di quest’ultimo disco dei Junipers, band di Leicester fautrice di un pop psichedelico revivalista quanto basta – di Byrds, Fairport Convention, Beatles – per sembrare ancora fresco e vivo.

Dal primo, fortunato e forse più intenso e centrato “Cut Your Key”, del 2008, la band continua qui a registrare canzoncine dorate, che a volte scivolano come filastrocche impalpabili, senza lasciare ricordo se non una persistente pelle d’oca, una sensazione di una felicità toccata e poi persa (l’improvviso fiorire strumentale di “Pearly Home”).

Miracoloso e invisibile, questo “Paint The Ground”, rimasto ben al di fuori dei radar, anche di quelli più potenti; prima ancora che ce ne si sia accorti, sono ripartite le dieci tracce e i trenta minuti circa che compongono il disco, tra un tuffo nel britpop più psichedelico (“Dandelion Man”), una passeggiata nei boschi dove vivono Midlake e CSN (“They Lived Up In The Valley”, “Look Into My River”), al suono di una chitarra che ricorda, a tratti, quella dei Real Estate di “Days” (“In My Reverie”), o dei Coral di “Butterfly House” (il singolo naturale “Song To Selkie”).

Nella favola quasi-strumentale di “Antler Season” – nella quale ci si aspetta la comparsa di un Gerard Love – sta tutta la storia dei Junipers, autori di una musica volatile e fuori dal tempo, una poesia senza parole, scritta sulla sabbia, incuranti del suo destino. Per questo è più importante non lasciarsela sfuggire.

04/01/2013

Tracklist

  1. 1. Look Into My River
  2. 2. Dandelion Man
  3. 3. Willow And The Water Mill
  4. 4. In My Reverie
  5. 5. Phoebus Filled The Town
  6. 6. Antler Season
  7. 7. Golden Fields In Golden Sun
  8. 8. Song To Selkie
  9. 9. They Lived Up in the Valley
  10. 10. Pearly Home

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