M+A

These Days

2013 (Monotreme) | pop, alt-pop

I forlivesi Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli, entrambi cantanti, smanettoni digitali e multistrumentisti, debuttano a nome (AM) con “Soundtrack” (2009), un’operetta elettronica un po’ kitsch che si configura tuttavia come piccolo tour de force di tastiere, armonie vocali meste, piano classicheggiante, e tutta una serie di riferimenti che sondano il retronuevo popolare (Radiohead, Air, Notwist etc).

Dopo averla ridotta e riedita come “M+A” (2010) il duo si ribattezza proprio così, M+A, e produce il primo “Things.yes” (Monotreme, 2011), una collezione atmosferica ma pesantemente basata sul groove, con uno spettro che va dall’ambient-techno di “Ly” e “Adidias” (questa con maggiore fibra electrodance) ai registri sentimentali, sciolti in deliqui di suoni digitali, ma marcianti di “Bam”, fino ad arrangiamenti pop da camera a sovrapporsi al classico cut-up poptronico in “Liko Lene Lisa”. Spesso le loro canzoni hanno anche profondità di elaborazione, come nel carillon che lancia il beat madchester di “(we)”, apice della loro ballabilità soffusa, ma il meglio lo danno quando lavorano di fino, come nelle minute orchestrazioni “boliviane” di “Yelloww”. Questo disco (seguito dal mini di remix “Remixes.yes”, 2012), oltre a presentare al meglio la loro personalità affabile, potrebbe essere un buon candidato al titolo di canto del cigno dell’intero movimento glitch-pop.

Il successivo “These Days” non a caso sembra il parto di un nuovo progetto. Canzoni come “Down The West Side”, “When”, “Freetown Solo” e altre sembrano provenire dalla dance-pop più triviale, mentre “B Song” sembra l’imitazione di un imitatore di Beck. Le uniche reminiscenze del loro tenue melodismo digitale, in “De-light”, non solo non influiscono ma proprio pasticciano un innocuo soul da party.
Solo verso il centro dell’album si scorgono barlumi di direzione artistica, attraverso il cocktail-lounge fighetto di “New York There”, e la swingante Bobby McFerrin-iana (ma pure soporifera) “L.E.M.O.N.”, con un rarefatto solo di piano elettrico fusion, fino a “Midnight Radio”.

Brani indistinti, arrangiamenti omologati, con futili tocchi presi di peso dall’hip-hop da classifica, innegabile professionalità, suono deliberatamente commerciale. Si ascolta meglio in cuffia, perché rilassa di più. Un album-scherzo, o un effetto perverso - tanto precoce quanto mostruoso ne era l’hype - dei Daft Punk di “Random Access Memories”, colti nella transizione da elettronica istintiva ad adulto tributo al passato. “When” è in free download dal profilo bandcamp, video: "Down The West Side". Uscito anche in Giappone su Indienative.

(16/12/2013)

  • Tracklist
  1. When
  2. B Song
  3. Down The West Side
  4. Freetown Solo
  5. Game
  6. New York There
  7. L.E.M.O.N.
  8. Practical Friday
  9. De-light
  10. Slow
  11. Midnight Radio
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