RUBY SUNS - Christopher

2013 (Sub pop)
electro-pop

Christopher è un’idea. Una metafora: è quella peste maldestra, ansiosa e ormonale che eri quando eri giovane e stupido e avido di tutto.

(Ryan McPhun, Ruby Suns)

E tale è il quarto disco dei Ruby Suns, “Christopher”: svagato, il prodotto di un’esistenza vitale e confusa, forse quella che ancora conduce una semi-star come McPhun, tra tour con amici dell’Oceania (Lawrence Arabia) e fresco di fidanzamento con Robyn, a connettere anche materialmente le sue due dimore artistiche: la Scandinavia e la Nuova Zelanda.

Molto è cambiato dal buon “Sea Lion”: questo è ormai il terzo disco con la Sub Pop – prodotto qui insieme all’ingegnere del suono di Grizzly Bear, Gang Gang Dance, Beach House, etc. – e delle atmosfere da spiaggia onirica di quel disco è rimasto poco: quello che resta è una “bedroom-dance” che si può definire, al massimo, furbescamente accattivante.

“Christopher” mette in scena invece il repertorio più kitsch della scena indipendente attuale, come il falsetto boniveriano (con tanto di vocoder) dell’electro-pop di “Dramatikk”, ma soprattutto con abbondanti riferimenti alla disco (“Desert Of Pop”, “Starlight”), fino a lasciarsi traghettare negli anni 80 con “Rush” e “In Real Life”, brani che potrebbero uscire da un disco targato Labrador.

Un insieme di ingredienti che mal si sposano con l’impianto nerd dell’espressività del californiano, che tenta in “Christopher” un’operazione intellettuale di riscoperta, alla ricerca del Sacro Graal della coolness. Più ti avvicini, però, più s’allontana.

22/01/2013

Tracklist

  1. 1. The Desert Of Pop
  2. 2. In Real Life
  3. 3. Dramatikk
  4. 4. Kingfisher Call Me
  5. 5. Rush
  6. 6. Jump In
  7. 7. Boy
  8. 8. Starlight
  9. 9. Futon Fortress
  10. 10. Heart Attack

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