Band Of Skulls

Himalayan

2014 (Electric Blue Recordings) | garage-rock revival

Godete gente, finalmente i Late Of The Pier sono tornati! Macché, non fate l’uomo gatto della situazione (chissà quanti rammenteranno quello che è stato uno dei momenti più bui nella storia della televisione italiana) perché è vero che le prime note di “Asleep At The Wheel” richiamano alla mente l’intro di “Space And The Woods”, ma tutto quanto giunge dopo è ben altro. Per l’esattezza è “Himalayan”, terzo lavoro in studio del trio di Southampton, prodotto da Nick Launay (Arcade Fire, Nick Cave & The Bad Seeds, Yeah Yeah Yeahs) e, per certi versi, l’album che dovrebbe consacrare i Band Of Skulls a nuova icona del garage rock revival. Dovrebbe e molto probabilmente sarà cosi che andrà la storia anche se non per veri meriti sul campo, perché "Himalayan" finisce per suonare come l’ennesima centrifuga stilistica dentro la quale Russell Marsden (chitarra e voce), Emma Richardson (basso e voce) e Matt Hayward (batteria) mescolano una moltitudine d’influenze senza palesare troppo una peculiare e distintiva personalità.

Tanti i riferimenti diretti o indiretti al blues-rock del passato in stile Led Zeppelin (“Himalayan”, “Hoochie Coochie”) o allo stoner appena abbozzato dei Queens Of The Stone Age (“Brothers And Sisters”) e non fanno difetto lampi nei quali pare distinguersi un cocktail un po’ folle fatto di Cramps, Lively Ones, Nick Cave e Black Sabbath (“I Feel Like Ten Men, Nine Dead And One Dying”). Allo stesso modo, inconfutabili sono le influenze di band più attuali come Black Rebel Motorcycle Club, con i quali, non a caso, la banda ha avuto a che fare nel 2010, suonando come spalla per il loro tour.

Più introspettive le ballate nelle quali Marsden lascia spazio alla voce amabile ma non certo eccezionale di Emma Richardson (“Cold Sweat”), che mostra di avere più tiro nella cazzutissima cavalcata sonica di “Toreador”; mentre pochi attributi hanno i pezzi più vicini a certo pop-rock alternativo di ultima generazione (“Nightmares”, “You Are All That I Am Not”, “Heaven’s Key”). I Band Of Skulls fanno musica da yankee, eppure sono britannici fino al midollo e ce lo sparano in faccia con “I Guess I Know You Fairly Well” prima di sorprendere tutti con la più British delle canzoni possibili per un disco del genere, la conclusiva “Get Yourself Together”, talmente pop da suonare quasi fuori posto dentro un disco del power trio inglese.

Se c’è una cosa che questo revival garage del terzo millennio potrebbe mettere in scena, è tirare fuori le palle come nessuno pare più avere il coraggio di fare, quantomeno escludendo le realtà più underground. Quando invece ti ritrovi ad ascoltare dischi poco ardimentosi come questo “Himalayan”, non c’è da stupirsi se viene da chiederti ogni giorno dove sia finita la rabbia e la ribellione nelle nuove generazioni. Eppure, come si diceva all’inizio, l’album è abbastanza ben suonato da farvi correre il rischio di ritrovarvelo ancora nelle orecchie per un bel po’, anche contro la vostra volontà.

(24/06/2014)

  • Tracklist
  1. Asleep At The Wheel
  2. Himalayan
  3. Hoochie Coochie
  4. Cold Sweat
  5. Nightmares
  6. Brothers & Sisters
  7. I Guess I Know You Fairly Well
  8. You Are All That I Am Not
  9. I Feel Like Ten Men, Nine Dead & One Dying
  10. Toreador
  11. Heaven's Key
  12. Get Yourself Together




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