Decimo albo lungo esclusi i lavori con i suoi Sugar e i capolavori con gli Husker Du, successore in copia carbone di “Silver Age”, “Beauty & Ruin” dell’ultracinquantenne Bob Mould contiene ancora uno dei suoi sermoni nella vena di Neil Young, “Low Season”, grave e a sprazzi terribile, e un paio di fitte scattanti che diffondono ancora la giusta potenza e l’alta classe del grande mestierante punk (“Kid With Crowded Face” e “Little Grass Pill”, mentre “Tomorrow Morning” e “Fix It” mettono un po’ tristezza).
Non basta la consueta magnificenza della sua chitarra a redimere i power-pop vieppiù formali che danno il grosso dell’albo come “Nemeses Are Laughing”, “I Don’t Know You Anymore” (anche singolo e video), “The War”, la Rem-iana “Fire In The City”. Essenza del tipico stile ormai slavato e ben portato della tarda carriera.
11/07/2014
Torna il chitarrista e cantante degli Husker Du
Il successore di "The District Line", con cui l'ex-Husker Du conferma la sua "normalizzazione"
Distensione, autocelebrazione, stilizzazione: il nuovo disco del neocinquantenne Mould
Undicesimo lavoro per il guru ex-Husker Du
L'ex-Hüsker Dü trova la quadratura del cerchio tra cosa ha sempre amato, chi è stato e chi è oggi
Il ritorno entusiasmante e politico dell'ex-Hüsker Dü e Sugar
Meno politica ma la stessa inquietudine di sempre nel quindicesimo album da solista dell'ex-Hüsker Dü
La band americana preferisce esplorare piuttosto che arrivare a destinazione
L’ebbro garage-blues della band di Weymeswold
Una solida conferma per il progetto prog-jazz milanese
Quattordici tracce alt-rock per riscrivere la storia della navigata formazione emiliana
Si conclude una trilogia elettronica dentro il mondo distopico del “1984” di George Orwell
Torna in versione arricchita il successo dello scorso anno della ragazza che porta il jazz alla Gen Z
Il terzo vivace album del già frontman dei Last Great Dreamers
Le nuove ballate della band maliana per un grido di pace e speranza