Mark Olson

Good-bye Lizelle

2014 (Glitterhouse) | folk, songwriter

Comincia ad accumularsi la polvere sull’ultimo disco dei Jayhawks, quel “Mockinbird Time” che nell’estate del 2011 ripropose alla guida della band di Minneapolis i due principali autori dei bei tempi che furono, Gary Louris e Mark Olson. Se il primo non fa sentire la sua voce fuori dal gruppo addirittura dal 2008, anno dell’unica fatica a suo nome (“Vagabonds”) e del ritrovato sodalizio con il collega dopo oltre un decennio (“Ready For The Flood”), in seguito alla fine del matrimonio con Victoria Williams (e dell’avventura coniugale nei Creekdippers) il secondo non ha mancato di farsi vivo anche se sporadicamente, mettendo a referto un terzetto di gradevoli album solisti. Ultimo in ordine di tempo è questo “Good-bye Lizelle”, che il Nostro è andato a registrare in Repubblica Ceca assieme all’attuale compagna norvegese Ingunn Ringvold (in arte Sailorine), al prezzemolino Neal Casal e pochi altri collaboratori, tutti europei.

Il primo impatto, preme dirlo, è alquanto sorprendente. Accompagnato dall’harmonium della musicista scandinava, Mark si affida infatti in avvio a inedite soluzioni barocche e sembra guardare più alla scena inglese dei tardi sixties che non al proprio consueto retroterra. La solita appassionata interpretazione non riesce però a riscattare del tutto il tono didascalico dell’opener, “Lizelle Djan”. Coordinate e sonorità restano decisamente anomale anche nella susseguente “Running Circles”, sorta di madrigale folk dalle arcane suggestioni che parrebbe piuttosto pane espressivo per i reduci della New Weird America, da Greg Weeks a Meg Baird e Joanna Newsom: ancorché curioso, qui il risultato è convincente. Certo può spiazzare ritrovare Olson alle prese con influenze aliene al suo repertorio yankee, ma l’artista mostra di sapersi calare nella parte con felice aderenza ai cliché di genere e affabula con la necessaria disinvoltura.

Poi eccolo rientrare nei ranghi della tradizione, ritrovando gli automatismi del caso e giostrando a piacimento con gli standard di un alt-country frizzante, piacevolmente virato al rock, che profuma di Jayhawks a miglia di distanza (quelli bucolici di “Tomorrow The Green Grass”) con la Ringvold a proprio agio nelle vesti della Grotberg di turno. Il cantautore riprende quindi a giocare con la propria classicità senza stravolgersi, anche nei riadattamenti pauperisti. In “Heaven’s Shelter” opta per una prospettiva intimista che è talmente nelle sue corde da apparire quasi trasparente, per quanto è risaputa: una prova acustica frugale che riflette tutto il garbo di cui questo veterano è capace, con la semplicità di una filastrocca.

Per il resto a farla da padrone è il mestiere. Che le cose girino più (la fascinosa confezione povera di “Which World Is Ours?”, che ricorda gli ultimi Ballboy e non dispiace) o meno bene (la dolceamara ballad al cloroformio “Cherry Thieves”), non si va mai molto al di là dei candidi e tiepidi bozzetti. Solo nelle battute conclusive Olson accenna a voler rompere ancora lo schema e osa qualcosa in più. In “Say You Are The River” sono i violini a spingere nuovamente verso opzioni folkloriche poco coerenti con quel che i trascorsi di Mark raccontano, per quanto questo esercizio di stile rimanga interessante più sul piano formale che non per la sua effettiva qualità o la portata emozionale. Più originale “Jesse In An Old World”, apertura a un esotismo mediorientale non teatralizzato come ce lo si potrebbe aspettare in un album di Piers Faccini: non memorabile ma sincero nel proprio sinuoso andare alla deriva.

In “Good-bye Lizelle” la classe è intatta, la disciplina assoluta e la convinzione non manca. Non si segnalano tuttavia canzoni realmente indimenticabili, così il disco non ha modo di elevarsi dalla discreta norma di tutti i prodotti dello stesso calibro nel catalogo ormai ragguardevole dell’artista americano.

(02/01/2015)

  • Tracklist
  1. Lizelle Djan
  2. Running Circles
  3. Poison Oleander
  4. Heaven’s Shelter
  5. All These Games
  6. Cherry Thieves
  7. Which World Is Ours?
  8. Long Distance Runner
  9. Say You Are The River
  10. Jesse In An Old World
  11. Go-Between Butterfly


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