Max Fuschetto

Sun Na

2015 (Hanagoori) | ethno-world

Elogiare la diversità, la multiculturalità, il rispetto per quel che è “altro” rispetto alla nostra cultura. In un'epoca in cui sembra vada di moda erigere muri piuttosto che cercare di apprendere e contaminarsi, il progetto del compositore, oboista e sassofonista campano, Max Fuschetto, è di estrema attualità. Già autore di "Frontiere" (2005), in cui rivisitava insieme al pianista Girolamo De Simone brani di Brian Eno e Michael Nyman, e "Popular Games" (2010), album di composizioni originali, Fuschetto torna nel 2015 con "Sun Na", opera che ha nella contaminazione tra culture diverse il suo punto d'arrivo.

Fondendo insieme elementi di musica tradizionale, classica, ambient, musica orientale, musica latina, etnica, crea un ponte reale, non ideale, tra mondi diversi, culture lontane, linguaggi arcaici ma ancora esistenti in sparute regioni africane, colori e suoni che sembrerebbero non potersi conciliare. Vi riesce in quanto rende manifesto che quello che sembra diseguale, se non addirittura opposto, in effetti ha molto più in comune di quanto possa apparire. Non cultura orientale (atmosfere mediorientali, lingua arbereshe), occidentale (sapiente dosaggio di elettronica e strumentazione acustica), africana (percussioni, musica etnica) o latina (ritmi bossanova) ma cultura “umana” nel senso più ampio possibile.

Il punto di contatto che Fuschetto trova è il "Sun Na", parola tratta dalla lingua Yoruba (dialetto derivante dal greco, parlato in alcuni regioni dell'Africa quali zone della Nigeria, del Benin e del Togo). Sun Na vuol dire dormire, sognare, e in effetti come ci consiglia lo stesso autore, provate a dirlo in un dialetto del sud e vedrete quanto il concetto di cultura “umana” sia vicino alla verità. Perché è assolutamente vero che il sogno, inteso sia come speranza, aspirazione magari illusoria è un bisogno che esula ogni razza, religione o cultura. Il sogno mette in comune ogni uomo, donna e bambino, di ogni razza e lingua, forse proprio l'ambizione dell'autore. Si potrebbe parlare di world music, ma non è mia intenzione restringere "Sun Na" all'interno di un'etichetta.

Fuschetto compie la sua “missione” con dieci brani brevi che tutti insieme rappresentano l'essenza stessa del Sun Na, del sogno. L'atmosfera è a volte quasi religiosa, un approccio che non può che rimandare, perlomeno nelle intenzioni, da una parte a "Hosianna Mantra" dei Popol Vuh, sia per la voce di Antonella Pelilli che per la religiosità stessa del paesaggio musicale riprodotto, da un'altra ai Third Ear Band per il tentativo di coniugare tradizione popolare e musica colta. Basti ascoltare "In Preghiera", che in appena un minuto ricrea luoghi di culto di una religione che non vuole dividere ma unire culture differenti, proprio quello che Florian Fricke ha sempre avuto come obiettivo ultimo. E in effetti, come ci dice lo stesso Fuschetto, la preghiera è un gesto universale, presente in ogni tipo di cultura.

Il sogno continua nei modi più vari, dai rimandi alle opere per violoncello di Schubert (basti ascoltare la colonna sonora di "Barry Lindon" per comprendere il riferimento) di "Return to A", a cui si aggiungono viola, oboe, flauto, sax e corno, al ritmo di bossanova di "Paisagem Di Rio" che sfuma, nei pochi secondi finali, in brevi note di piano accompagnate da fiati in lontananza che da soli valgono l'acquisto del cd.
"Oniric States of Mind", onirico sin dal titolo, ribadisce il concetto di contaminazione con il suo testo in parte inglese, in parte arbereshe. La voce cristallina di Antonella Pelilli viene qui accompagnata da quella di Irvin Vairetti (figlio di Lino degli Osanna). Il brano si disperde in "Secret Shadows", breve strumentale di piano e chitarra elettrica, dove la chitarra di Capobianco sembra quasi stare a metà tra l'ambient e la psichedelia.

"Vibrazioni Liquide", con il suo bordone iniziale, inserisce cenni di avanguardia, come anche la piccola perla strumentale "Samaher", continuazione di "In Preghiera" ma con spiccate sonorità arabe. Chi si entusiasma alla contaminazione e preferisce non relegarsi in rigidi schemi di “genere” non potrà che apprezzare e amare l'ultima fatica di Max Fuschetto.

(08/05/2015)



  • Tracklist
  1. Oniric States of Mind
  2. Secret Shadows
  3. Quem Ma Tija (portami con te)
  4. Si Trendafile (le rose)
  5. Return to A.
  6. Paisagem do Rio
  7. Vibrazioni Liquide
  8. In Preghiera
  9. Samaher
  10. Les Roses d'Arbén
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