SoKo

My Dreams Dictate My Reality

2015 (Because Music) | gothic pop, wave revival

Un grande successo. Inaspettato, imprevedibile… e che dura solo una settimana. E’ quanto successo lo scorso anno a SoKo, promettente attrice e cantautrice francese, quando la rivista americana Billboard (sempre più in difficoltà nel scegliere i parametri su cui costruire con credibilità le sue hit parade) fece esordire direttamente al nono posto della classifica dei singoli il brano “We Might Be Dead By Tomorrow”. Una canzone risalente a due anni prima e scelta per fare da colonna sonora a un filmato, “First Kiss”, divenuto popolarissimo online con quasi ottanta milioni di visualizzazioni su YouTube in pochi giorni.
Morale della favola, tutti ascoltano passivamente il pezzo che automaticamente entra trionflamente in classifica, ma nessuno sembra accorgersi realmente di lei e della sua voce (nonostante sia pure tra le attrici del video) e così la settimana successiva, svanito l’effetto virale, il brano non appare nemmeno tra le prime cento posizioni.

Da sempre insofferente alle regole dell’industria discografica, non deve esserci rimasta troppo male però, perché SoKo, al momento di rimettersi al lavoro, anziché ripartire da quell’effimero sprazzo di notorietà, ha praticamente deciso di farne piazza pulita, così come dell’intimismo su cui si reggeva il suo debutto “I Thought I Was An Alien” e di cui ne è rimasta eco solo nella traccia conclusiva del suo nuovo album “My Dreams Dictate My Reality”.
Un cambio di rotta che profuma quasi di nuovo esordio: addio alla ragazza introversa, acqua e sapone, rinchiusa nella sua cameretta per far spazio a una vissuta ninfa punkette dall’istrionica vocalità e, soprattutto, via quei teneri quadretti acustici del passato per omaggiare invece i suoi nuovi punti di riferimento provenienti da un passato ancora più lontano: i Cure e Siouxsie Sioux.

Desiderava che fosse proprio Robert Smith a produrre il disco, ma si è dovuta accontentare di un altro pezzo da novanta come Ross Robinson che, guarda caso, coi Cure aveva lavorato proprio ai tempi del loro album omonimo. Quella volta il produttore aveva sbagliato tutto, affogando la band in una roboante coltre sonora che non le apparteneva, snaturandola; stavolta riesce invece a ricreare le sue tipiche sonorità e atmosfere ma, paradossalmente, per qualcun altro.
Ed è un nostalgico tuffo al cuore quando, ascoltando pezzi come “Visions” o la title track, ci si imbatte in quegli inconfondibili ricami di chitarra a rincorrersi all’interno di sintetiche cattedrali gotiche in cui lei ammalia, ora svenevole ed eterea quanto una Lana Del Rey (“I Come In Peace”), ora più asciutta e uterina come una PJ Harvey matura (“Monster Love”).

Tuttavia il romantico decadentismo, che tradisce la sua nazionalità, non è l’unico punto di forza di un disco scoppiettante, perché SoKo si dimostra nevrotica al punto giusto per affrontare con sicura padronanza anche la new wave più scanzonata, regalandole un tocco di irriverente sensualità nell’irresistibile “Who Wears The Pants??”, condendola con qualche seme cattivo in “Peter Pan Syndrome” e assecondando impeccabilmente la propulsività di “Ocean Of Tears”.
Anche il divertimento è innegabile quando lei, novella Lene Lovich, ci porta nella sua indie-disco per scatenarsi come se Bangles e B-52's fossero ancora al top con “Temporary Mood Swings” e una “Lovetrap” in compagnia di Ariel Pink, che per quest’album sembra quasi essere un secondo padrino.

Insomma, tra i solchi di “My Dreams Dictate My Reality” non c’è proprio niente che suoni davvero nuovo o che non ricordi qualcun altro. SoKo sembra prendere in mano di sua iniziativa l’eredità di una scena arrivata al culmine quando lei non era nemmeno nata, eppure la naturalezza, il sentimento e il rispetto con cui affronta l’operazione riescono a cancellare ogni difetto e sospetto come forse solo le mai troppo ricordate Organ fecero una decina di anni fa.
Questi pezzi potrebbero anche non raggiungere mai la Top ten di Billboard (dopotutto il revival new wave ha smesso da tempo di essere cool e remunerativo) ma la loro qualità intrinseca è di quelle che meritano di essere ricordate per molto più di una sola settimana.

(14/05/2015)

  • Tracklist
  1. I Come In Peace
  2. Ocean of Tears
  3. Who Wears the Pants??
  4. My Precious
  5. Bad Poetry
  6. Temporary Mood Swings
  7. My Dreams Dictate My Reality
  8. Monster Love feat. Ariel Pink
  9. Peter Pan Syndrome
  10. Lovetrap feat. Ariel Pink
  11. Visions
  12. Keaton's Song
  13. Fantastic Planet (bonus track)


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