Morale della favola, tutti ascoltano passivamente il pezzo che automaticamente entra trionflamente in classifica, ma nessuno sembra accorgersi realmente di lei e della sua voce (nonostante sia pure tra le attrici del video) e così la settimana successiva, svanito l’effetto virale, il brano non appare nemmeno tra le prime cento posizioni.
Un cambio di rotta che profuma quasi di nuovo esordio: addio alla ragazza introversa, acqua e sapone, rinchiusa nella sua cameretta per far spazio a una vissuta ninfa punkette dall’istrionica vocalità e, soprattutto, via quei teneri quadretti acustici del passato per omaggiare invece i suoi nuovi punti di riferimento provenienti da un passato ancora più lontano: i Cure e Siouxsie Sioux.
Ed è un nostalgico tuffo al cuore quando, ascoltando pezzi come “Visions” o la title track, ci si imbatte in quegli inconfondibili ricami di chitarra a rincorrersi all’interno di sintetiche cattedrali gotiche in cui lei ammalia, ora svenevole ed eterea quanto una Lana Del Rey (“I Come In Peace”), ora più asciutta e uterina come una PJ Harvey matura (“Monster Love”).
Tuttavia il romantico decadentismo, che tradisce la sua nazionalità, non è l’unico punto di forza di un disco scoppiettante, perché SoKo si dimostra nevrotica al punto giusto per affrontare con sicura padronanza anche la new wave più scanzonata, regalandole un tocco di irriverente sensualità nell’irresistibile “Who Wears The Pants??”, condendola con qualche seme cattivo in “Peter Pan Syndrome” e assecondando impeccabilmente la propulsività di “Ocean Of Tears”.
Anche il divertimento è innegabile quando lei, novella Lene Lovich, ci porta nella sua indie-disco per scatenarsi come se Bangles e B-52’s fossero ancora al top con “Temporary Mood Swings” e una “Lovetrap” in compagnia di Ariel Pink, che per quest’album sembra quasi essere un secondo padrino.
Questi pezzi potrebbero anche non raggiungere mai la Top ten di Billboard (dopotutto il revival new wave ha smesso da tempo di essere cool e remunerativo) ma la loro qualità intrinseca è di quelle che meritano di essere ricordate per molto più di una sola settimana.
14/05/2015