Dream Machine

The Illusion

2017 (Castle Face) | psych-rock

Ormai è cosa certa, quando i ragazzacci del garage californiano cominciano ad annoiarsi, una corsa sulla giostra del rock psichedelico s'impone loro come sorta di passaggio obbligato. Che poi dentro la parentesi si celi un'insospettata predisposizione naturale, come nel caso di John Dwyer, o la necessità di concedere quell'attimo di ricreazione al pischello svezzato a pane e hard-rock che da sempre alberga nel loro intimo (vedi alla voce "Ty Segall"), non fa molta differenza. Ultimo in ordine di tempo a cimentarsi nel fatidico salto è stato Matthew Melton, e per lui è lecito parlare di salto triplo: oltre all'azzardo musicale che qui raccontiamo, il Nostro si è recentemente sposato con la misteriosa collega olandese Doris e, soprattutto, ha salutato la Bay Area - che lo aveva accolto ormai dieci anni fa - per stabilirsi nella meno euforizzante Austin, Texas, dove ha traslocato il proprio Fuzz City Studio e ha imbastito in fretta e furia il nuovo progetto coniugale dei Dream Machine.

Giubilati con un discreto album di commiato i Warm Soda, Matthew opta dunque per un brusco riposizionamento in territori psych/prog-rock, tra Deep Purple (la cavalcata di "I Walked In The Fire", tutta enfasi da battaglia e riffoni d'ordinanza) e Doors. Dentro questo "The Illusion", distribuito ancora una volta dagli amici della Castle Face, la retorica dell'universo di riferimento è padroneggiata con buona personalità anche senza tradire le linee guida del proprio cifrario di artista: il cantato in bassa fedeltà regolarmente sommerso e le grossolane marcature strumentali a far la parte del leone, con il ruolo di protagonista assunto per l'occasione non dalla fidata chitarra bensì dall'organo à-la Ray Manzarek della consorte (e, in subordine, dal drumming pirotecnico di Dillon Fernandez).

In pratica quella che va in scena è una vera e propria traslazione espressiva, preservata dagli scivoloni grazie alla passione che ha sempre contraddistinto l'ex-sodale di Jay Reatard e Alicja Trout. Il risultato corrisponde né più né meno a quanto era lecito attendersi alla vigilia: un disco sottilmente kitsch e oltremodo leggero, in barba alla tetraggine, alla gravità o agli inevitabili anacronismi del genere, declinato dal lungagnone di Memphis attraverso il consueto, agile amore per la melodia e il modernariato, con l’intento di ricodificare stilemi ormai decotti piegandoli alla felice didascalicità del proprio rodatissimo easy listening. A tratti diverte, in altri frangenti raccoglie qualche sbadiglio oppure tradisce la natura bonariamente posticcia del trattamento, ma gli va comunque riconosciuto il merito di aver provato l'azzardo di un gioco, almeno in parte, diverso dal solito.

Tra stuccature doorsiane e coretti in ascensione ("Buried Alive"), il revival seventies appare bello lordo ma sotto le rombanti animazioni vintage dell'hammond, il songwriting è rimasto il medesimo, ingenuo e baldanzoso, del favolosi Bare Wires. "Caught In A Trap" e "Nothing Left" sono passaggi più contemplativi e d'atmosfera, la cui andatura meno esasperata si rivela un diversivo piuttosto confortante. Certo in questo recupero, in questa immersione, rimane un'inclinazione necrofila di fondo ma la sincerità del progetto vale pur sempre come attenuante. Episodio simbolo e insieme culmine del sofisticato processo di falsificazione musicale cui il titolo della raccolta allude è la trascinante e accademica "Back To You", sorta di auto-incensazione per il romanticismo un po' guitto e un po' pacchiano dello statunitense, uno che anche quando esagera con le smargiassate sa farsi voler bene.

Restano qua e là - è vero - scampoli del glam di ieri, e allora sarà incontestabile il parallelismo con l'allegro baraccone trash di un King Tuff, altro satanasso che, proprio come il buon Melton, sembra intrappolato da anni nella stessa canzonetta pop di sempre.

(31/05/2017)

  • Tracklist
  1. The Illusion
  2. Eye For An Eye
  3. I Walked In The Fire
  4. Buried Alive
  5. Torn From The Hands Of Another
  6. All For A Chance
  7. Lose My Place In Time
  8. Caught In A Trap
  9. Nothing Left
  10. Back To You
  11. Weeping Statue
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