Son Volt

Notes Of Blue

2017 (Thirty Tigers) | alt-country-rock

Mentre in sottofondo scorre “Notes Of Blue”, viene naturale rimettere indietro l’orologio e rispolverare vecchi ricordi. Era il 1990 quando Jay Farrar, Jeff Tweedy e Mike Heidorn, sotto il nome di Uncle Tupelo, sporcarono di punk il country-rock, aprendo la strada all’alternative-country. Trascorsi quattro anni e pubblicati quattro capitoli discografici, la loro storia prese direzioni diverse: da un lato Jeff Tweedy con i Wilco sposò l’ambizione di uno stile country-rock universale e contaminato, capace di dialogare con linguaggi musicali diversi (psichedelia, jazz, pop, r&b); dall’altro Jay e Mike, con il gruppo dei Son Volt, affondarono ancor di più le mani nelle radici della musica americana. Un brillante esordio (“Trace”) e continui rimaneggiamenti di formazione tennero in vita il progetto di Jay Farrar, nonostante le tentazioni solista e un progetto collaterale abortito dopo un unico disco (Gob Iron : “Death Songs For The Living”).

Il salto nel presente avviene con l’ennesima nuova formazione e uno spirito più rock-blues, quest’ultimo perfetto humus per un ritorno affidato a una scrittura solida e grintosa.
“Notes Of Blue” omaggia lo spirito di Hank Williams, senza mai cedere alle lusinghe della semplificazione pop, anzi il tono è rude, polveroso, quasi grezzo, alla maniera dei vecchi Crazy Horse di Neil Young.
Dietro le sporche note di “Static” e “Cherokee St” si celano i fantasmi di Skip James e Mississippi Fred McDowell, mentre “Promise The World” (che Jay Farrar dichiara di aver scritto pensando a Nick Drake) e “Back Against The Wall” riallacciano il presente alle prime gesta del country-rock, tra pedal-steel in stile Flying Burrito Brothers e chitarre elettriche dal tono epico.

“Notes Of Blue” è un album che sposa tratti gentili (il pregevole fingerpicking di “The Storm”) a furiosi rock’n’roll (“Lost Souls”), conservando un tocco oscuro e magico che sfiora toni criptici (“Midnight”).
I Son Volt scavano ancor di più nel blues, tratteggiandolo di punk-rock (“Sinking Down”) o gospel in chiave quasi funky-noir (“Threads And Steel”), fino a toccare le corde più intime e sanguinolente del folk-blues nella stupenda “Cairo And Southern”, una ballata intrisa di psichedelia, sottolineata da un delizioso fingerpicking che sembra uscire dalle pagine di “Pink Moon”.
In un anno ricco di rientri e ritorni importanti, che spesso fanno affidamento solo sull’effetto-nostalgia, il nuovo album dei Son Volt brilla per forza ed energia, candidandosi per il podio finale dei migliori album di rock americano del 2017.

(11/05/2017)



  • Tracklist
  1. Promise The World     
  2. Back Against The Wall     
  3. Static     
  4. Cherokee St.     
  5. The Storm     
  6. Lost Souls     
  7. Midnight     
  8. Sinking Down     
  9. Cairo And Southern     
  10. Threads And Steel


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