La creatura gotica di Sam Rosenthal non sembra essere intenzionata a farsi da parte anche nel 2018, dopo ben tre lavori in due anni. Abbandonate le tre bellissime cover di donne in posizione fetale contenute nel violoncello-utero – con una foto estraniante della pornostar Mercy West in copertina a esaltare il senso di isolamento e alienazione – il dodicesimo album della band statunitense “To Touch The Milky Way” mantiene ancora quella capacità evocativa ambient gotica che da sempre caratterizza la poetica di Rosenthal.
E’ ancora un viaggio tra Dead Can Dance e paesaggi estremamente rallentati simili in vari momenti al recente e apprezzatissimo album dei Low “Double Negative”, come ad esempio nei due finali iperdilatati di “I Close My Eyes And Watch The Galaxy Turning” e “Does Anything Remain?” (in realtà una lunga suite divisa in quattro parti), magnifici esempi di canzone gotica dove l’oscurità aumenta sempre più sino ai lunghi finali statici, culmine della visione di Rosenthal. E’ un paradosso che la potenza aumenti nella lentezza e nella staticità, ma è questa una delle caratteristiche della musica dei Black Tape For A Blue Girl.
Quando Rosenthal decide di aumentare i ritmi, lo fa in modo perfetto nel brano finale “To Touch The Milky Way”, con un pattern di piano palesemente à-la Terry Riley, vagamente simile a Baba O’Riley degli Who, che viene stravolto dalle note di una chitarra elettrica psichedelica che velocemente scompare per far spazio a un lungo finale di synth e harmonium che chiude in modo circolare l’album come era iniziato.
In mezzo troviamo i brani più brevi, la canzone per piano e voce ”In My Memories”, le raffinate ballate pop “The Stars” e “All Of The Things I Wanted”, gli archi tra modern classical e la Nico gotica di “On Some Faraway Beach”.
Tutto perfetto, tutto più o meno noto, ma sempre carico di emozioni, l’esploratore degli anfratti più oscuri della nostra esistenza non tradisce.
26/01/2019
Un esploratore degli anfratti più oscuri dell'esistenza. Un poeta-filosofo al cospetto di realtà e visioni indescrivibili. Con i suoi Black Tape, Sam Rosenthal ha reinventato la musica gotica. E con la sua label Projekt ha lanciato una scena e una estetica tra le più affascinanti degli ultimi anni. La monografia del suo progetto e l'intervista che ci ha concesso in esclusiva
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