Lino Strangis

The Sunrise Of The Stonertronic Oracle

2018 (Handmade Supernova) | ambient, electro

Un nuovo degno rampollo della scuola ambientale romana, da Nimh a Netherworld ad Ascanio Borga, appare all’orizzonte, Lino Strangis. Artista “intermediale”, creatore di installazioni, co-fondatore e direttore artistico dell’associazione C.A.R.M.A., Strangis usa YouTube come portfolio delle sue creazioni (“A New Big Bang For A New Home”, “Pensiero volante non identificato”, “Just An Apple”, “Trasmissioni”), e varando il progetto estemporaneo E.T.E.R.E. con Giovanni Paris e Giulia Pellini.

Le prime pubblicazioni a nome proprio sono due divagazioni in due parti, “Space Trip To The Mind” (2016), ancora triviale ma con una buona seconda parte di contrappunto elettronico di chitarra riprocessata, e “Oneiric Adagio” (2016), esattamente un remix onirico dell’“Adagio” di Albinoni, tra confusione e dissonanza.
“The Sunrise Of The Stonertronic Oracle”, in sette parti, è il suo vero punto di partenza. Si inizia con una toccata di moltitudini di synth che languono come volatili in rada, ma la figura favorita è il crescendo. Seconda e poi terza parte sono così momenti di suono cinetico evocanti un motore febbricitante e fuori fase, quindi una fabbrica aliena con tutte le sue emissioni e i suoi sbuffi, man mano resa sempre più assordante dalle manipolazioni digitali.

La quarta, un po’ il cuore dell’opera, aumenta e assesta risolutamente velocità e volume, come se le prime tre parti non fossero state altro che prove di fisionomia. Ed è un efficace ricorso al motorik, una locomotiva apocalittica. La quinta parte purtroppo la banalizza. La sesta, la più calma, potrebbe essere un frammento della “Dark Star” dei Grateful Dead ricolma di armonici aborigeni, contorsioni soniche e interferenze. Il finale è coerente, solo una distorsione ruggente che fa ripiombare nell’entropia.

Registrato un po’ di getto in studio e un po’ con overdub. Condivide con i Tangerine Dream quella tipica modalità di piegare le sorgenti - siano laptop, tastiere o chitarre - ai più disparati voleri espressivi, fino a confonderne i connotati, soltanto che qui è la velocità è tripla, la concezione spartanamente ruspante ma ficcante, l’effetto genuinamente stordente e l’esecuzione un tantino grossolana. Possiede il fascino e i limiti dell’imperfezione, dell’opera di formazione con una quantità di dettagli e di osservazioni da sviluppare, svariando da alti di sublime psichedelia a bassi di trambusto tratto da indecisione. Primo lascito di Handmade Supernova, label di C.A.R.M.A. Seguito a breve dall’ancor più avventuroso “Crossed Flows At The Gates Of The Big Beyond” (2018).

(19/03/2018)

  • Tracklist
  1. The Sunrise Of The Stonertronic Oracle pt. 1
  2. The Sunrise Of The Stonertronic Oracle pt. 2
  3. The Sunrise Of The Stonertronic Oracle pt. 3
  4. The Sunrise Of The Stonertronic Oracle pt. 4
  5. The Sunrise Of The Stonertronic Oracle pt. 5
  6. The Sunrise Of The Stonertronic Oracle pt. 6
  7. The Sunrise Of The Stonertronic Oracle pt. 7
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