Belle and Sebastian

Days Of The Bagnold Summer OST

2019 (Matador) | pop

Era accaduto soltanto una volta, in oltre vent'anni di onorata carriera, che i Belle and Sebastian dovessero avere a che fare con una colonna sonora. Non sappiamo se ciò sia dovuto a una mancanza di occasioni o, viceversa, a una sequela di proposte ritenute poco adatte. L'unica occasione, poi divenuta il quinto album "Storytelling", aveva visto la band scozzese cimentarsi in una soundtrack per l'omonimo film ma trovarsi lontana rispetto al regista Solondz, fallendo così nella sostanza in un progetto nel quale aveva inizialmente creduto.
E in fondo, va ammesso, non ci dispiaceva nemmeno pensare che gli stessi album pubblicati con una certa regolarità dagli scozzesi non fossero altro che l'agrodolce accompagnamento delle nostre vite, in bilico tra un'eterna fanciullezza e la contingenza di affrontare l'età adulta. Resta il fatto che se prima o poi questa eventualità doveva materializzarsi, non poteva esserci occasione più appropriata. L'occasione, per l'appunto, è la trasposizione cinematografica di "Days Of The Bagnold Summer", graphic novel di successo partorita dalla matita da Joff Winterhart nel 2012. La trama, manco a dirlo, sembra uscire da un brano dei Belle and Sebastian: protagonisti sono un un ragazzo appassionato di heavy metal e alle prese con i tormenti della crescita, e la madre con cui si trova "condannato" a passare un'intera, interminabile estate, in una situazione che si fa potenzialmente sempre più esplosiva ogni giorno che passa.

Il tutto si incastra talmente alla perfezione che i Belle and Sebastian, ci venga passata l'immagine, tornano a fare i Belle and Sebastian. Rispetto alle sortite elettroniche e ballabili degli ultimi lavori, contraddistinti da luci e ombre, la band di Glasgow decide qui di tornare a casa, riabbracciando in toto quel twee-pop che ne aveva decretato le fortune. Nati come accompagnamento per immagini (anche se, come vedremo, non mancheranno un paio di recuperi dal passato), questi brani si svestono in più occasioni delle parti vocali per dare risalto alla componente strumentale. Ma è più in generale lo spirito a essere tornato quello di un tempo. Il singolo "Sister Buddha", di cui esiste anche la versione acustica in forma di introduzione all'album, è senza troppi giri di parole il pezzo che gli scozzesi non riuscivano a scrivere da un po' di tempo a questa parte: almeno un lustro pieno, dai tempi di "Girls In Peacetime Want To Dance", se non oltre.

Che si torni indietro anziché guardare avanti è un'operazione spesso stigmatizzata tra i critici musicali. Nel caso specifico dei Belle and Sebastian e di questa soundtrack, invece, viene soltanto da pensare che i Nostri siano tornati a fare ciò che riesce loro meglio. Ovvero a scrivere canzoni maestosamente soffuse, adornate di una grazia che è un dono assai raro e prezioso. Una grazia che si manifesta nel "recuperato" binomio di pianoforte e organo di "I Know Where The Summer Goes" (già presente nella raccolta-antologia "Push Barman To Open Old Wounds"), nella reticente spensieratezza di "Safety Valve", ben evidenziata dal suono del violino, nelle riflessioni intime di "This Letter", accompagnate dalla chitarra acustica, nelle malinconiche inflessioni di "We Were Never Glorious", nuovamente sostenute dal piano in una coda a suo modo quasi barocca. Il fatto stesso che nella scaletta venga piazzata a tradimento una vecchissima hit quale "Get Me Away From Here, I'm Dying" sembra in qualche modo, implicitamente, legittimare questa sensazione di homecoming.

Ma forse la vera sorpresa, non più un ritorno ma in qualche modo un passo avanti, sono le strumentali "Jill Pole" e "The Colour's Gonna Run", laddove la narrazione non necessita delle parole di Stuart Murdoch e il chamber pop dei Belle and Sebastian può essere apprezzato in tutta la sua sgargiante gamma di soluzioni. Non è passato molto da quando denotavamo la nostra delusione per la sostanza di cui erano fatti i tre Ep, ma non possiamo che essere entusiasti di questa inattesa e quasi subitanea uscita. Del resto, a ben vedere, tornare a casa non significa, in qualche caso, ripartire di slancio?

(17/09/2019)

  • Tracklist
  1. Sister Buddha (intro)
  2. I Know Where The Summer Goes
  3. Did The Day Go Just Like You Wanted?
  4. Jill Pole
  5. I'll Keep It Inside
  6. Safety Valve
  7. The Colour's Gonna Run
  8. Another Day, Another Night
  9. Get Me Away From Here, I'm Dying
  10. Wait And See What The Future Holds
  11. Sister Buddha
  12. This Letter
  13. We Were Never Glorious


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