Chromatics

Closer To Grey

2019 (Italians Do It Better) | synth pop, dream pop

Dear Tommy,
we are very sorry, but you are not our next record anymore.

Annunciato e rilasciato dopo un solo giorno, "Closer To Grey" rompe d'improvviso un silenzio discografico lungo sette anni, cui i Chromatics erano stati costretti da una specie di incantesimo malefico. "Dear Tommy", a questo punto, è un vero e proprio disco fantasma. E' pronto da anni, ed è stato annunciato e anticipato da singoli, poi ritirato, con le sue registrazioni cestinate furiosamente; è stato poi ri-registrato, giudicato nuovamente insoddisfacente da Johnny Jewel e dunque congelato. Forse, si tratta davvero di un disco opaco, o semplicemente Jewel continua ad associarlo ai tempi di un tragico incidente acquatico che quasi gli costò la vita. Possiamo giocare a ricomporne i cocci, i vari singoli gocciolati via durante questi anni di tira e molla sulla release date, ma non lo sapremo mai. Tanto vale farsene una ragione, almeno per il momento, e gustarci questa inaspettata sorpresa.

Che nonostante la lunga assenza i Chromatics siano in gran forma e, soprattutto, che credano fortemente in queste nuove canzoni, lo si capisce sin dall'inizio. I beat e le tastiere al neon delle varie "You Are Not Good", "Closer To Grey" e "Twist The Knife" trasudano sicurezza e controllo, con le emozioni concesse soltanto al tono fievole e seducente di Ruth Radelet. È tuttavia quando "Light As A Feather" abbassa le luci e rilascia densi fumi con le sue modulazioni fantasmagoriche dei sintetizzatori che il disco rivela la sua vera natura, notturna e soffusa. Il mistero si infittisce con uno dei vertici del disco, "Move A Mountain". Le tastiere gentili e i soavi fiati disegnano la melodia di un paesaggio bucolico che nasconde un segreto, come la badalamentiana sigla di "Twin Peaks". La canzone unita ai rumors su una nuova stagione della serie fa fantasticare su un'esibizione dei nostri alla mitica Roadhouse.

Non si fa attendere troppo un altro vertice, "Touch Red", le cui nebbie noir vengono squassate dall'assolo insistente e urticante di una chitarra processata. Viene sconvolta allo stesso modo anche "Whispers In The Hall", dove però troviamo un buco nero di tastiere risucchiare tra i sospiri di Ruth un fitto scampanellare da casa infestata.
Meritano una menzione a parte le due cover chiamate a rimpolpare la tradizione dei Chromatics come grandi interpreti di canzoni altrui. La prima è "The Sound Of Silence" (Simon & Garfunkel), lasciata intatta nella struttura ma adornata del synth-pop scintillante e sospiroso dei Nostri; la seconda è una lunghissima versione di "On The Wall" (Jesus and Mary Chain) pompata da beat gonfissimi e tastiere gagliarde. Il giorno di un disco di sole cover dei Chromatics sarà un giorno di festa.

Molto più evanescenti che ai tempi di "IV: Night Drive", ma meno timidi che nel più narcotico "Kill For Love", i Chromatics trovano con "Closer To Grey" nuove sembianze, efficaci e ammalianti. Sperando non ricaschino in un lungo letargo, ci godiamo questa pregiata collezione di canzoni che vede nella svenevole "Wishing Well" il suo unico frammento evitabile.

(04/10/2019)

  • Tracklist
  1. The Sound of Silence
  2. You're No Good
  3. Closer To Grey
  4. Twist the Knife
  5. Light As a Feather
  6. Move a Mountain
  7. Touch Red
  8. Through the Looking Glass
  9. Whispers In the Hall
  10. On the Wall
  11. Love Theme From Closer To Grey
  12. Wishing Well
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