L' Épée

Diabolique

2019 (A Recordings) | psych-pop-rock

Anton Newcombe sembra avere un’attrazione particolare per le attrici-cantanti. Dopo aver coinvolto Asia Argento nel disco “Musique de film imaginé” - peraltro risultando scontento della performance al punto da sostenere più volte che l’attrice italiana sia negata per il canto - ecco un'altra attrice dal nome importante e maledetto come Emmanuelle Seigner: attrice, modella e moglie di Roman Polanski.

La differenza sostanziale con Asia Argento è che la Seigner, oltre ad avere già alle spalle un bel disco con gli Ultra Orange - che nel frattempo vi consiglio di recuperare (“Ultra Orange & Emmanuelle") - ha voce ed è un’interprete raffinata, diabolicamente sensuale. Se ne erano accorti, in verità, anche Lionel e Marie Limiñana, ovvero i The Limiñanas, che nel loro più recente album avevano invitato Emmanuelle per una performance vocale nella title track “Shadow People”. Galeotto fu lo studio di registrazione di Newcombe, dove avvennero le registrazioni dell’album del duo francese. In quel regno della libera psichedelia contemporanea, ha avuto luogo l’incontro che ha dato genia alla nuova formazione a quattro denominata L’Épée (“La Spada”), un atipico supergruppo tenuto a battesimo con un disco dal titolo molto esplicativo: “Diabolique”.

I fan dei Brian Jonestown Massacre preparino le sostanze stupefacenti messe da parte durante alcuni deludenti progetti della A Recording, i L’Épée hanno dalla loro tutto il necessario per smuovere le acque della neo-psichedelia. L’album è un omaggio al film di Mario Bava, “Danger: Diabolik”. I due membri dei The Limiñanas danno libero sfogo alla loro attitudine garage/rock’n’roll, immergendola non solo nei fumi della psichedelia, ma addirittura nelle atmosfere spaghetti-western, nel beat, nello ye-ye, e nella musica delle colonne sonore anni 60 e 70, con un piglio a metà strada tra Lou Reed e i Cure. Ovviamente, la mano di Newcombe in sede di produzione allinea parte delle sonorità a quelle dei Brian Jonestown Massacre (“Une Lune Étrange”), ma il groove psichedelico è leggermente più ruvido e sixties (“Lou”), fino a tracimare in un garage-rock psichedelico dall’enorme potenziale erotic-porn: il singolo “Dreams” e lo splendido urlo psych-pop di “Springfield 61”.

Testi nudi e surreali (“Dreams” racconta di una donna che per difendersi da una molestia mangia vivo il suo aggressore – alla faccia del #metoo#), tonificano il potere visionario di una musica che cita Ennio Morricone (“La Brigade Des Maléfices”) e Serge Gainsbourg (“On Dansait Avec Elle”), neanche fossero il figliolo e lo spirito santo del dio delle sostanze psicotrope. “Diabolique” alla fine soddisfa quattro desideri: quello di Anton Newcombe di trovare finalmente una voce femminile all’altezza delle sue visioni sonore (“Last Picture Show”), quella di Lionel e Marie Limiñana di sperimentare altre succulente visioni in 3d-porn-psych (“Grande”), quello di Emmanuelle Seigner di avere una rock-band alla Velvet/Stones liberandosi del ruolo di femme fatale e soddisfare il suo sentirsi un maschiaccio (“Lou”), e infine quello di tutti gli appassionati di psichedelia che erano in attesa del disco da mettere in cima alla personale playlist dell’anno.

(06/12/2019)



  • Tracklist
  1. Une Lune Étrange
  2. Lou
  3. Dreams
  4. La Brigade Des Maléfices
  5. On Dansait Avec Elle
  6. Ghost Rider
  7. Grande
  8. Springfield 61
  9. Un Rituel Inhabituel
  10. Last Picture Show




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