Modern Studies and Tommy Perman

Emergent Slow Arcs

2019 (Fire) | folktronica

Due stilisti di vibrazioni armoniche e immagini. Due esploratori dell’interazione tra realtà e rappresentazione. Due reinventori della musica ambient. Sposano le loro visioni per un interessante progetto di rilettura del secondo album dei Modern Studies. Da un versante Tommy Perman: trentanove anni, scozzese, designer, musicista, visual artist affascinato dall’intersezione tra tecnologia e natura, già membro del collettivo Found. Dall’altro lato Rob St John: fotografo, musicista, collaboratore in passato di band come Eagleowl, Woodpigeon e Meursault, autore di un indimenticabile gioiellino folk-ambient (“Surface Tension”), membro attivo del collettivo Folklore Tapes, nonché componente del gruppo scozzese Modern Studies.

I due artisti avevano già collaborato in passato per “Water Of Life”, un’elaborazione musicale/pittorica/fotografica incentrata sui flussi d’acqua della città di Glasgow, restando ancorati a una progettualità affine a quella dell'ambient-folk. Ben diversa l’ambiziosa reinvenzione operata sulle evanescenti, eppur dinamiche, strutture chamber-folk di “Welcome Strangers”. Le misteriose atmosfere techno-ambient di Tommy Perman, per molti versi evocano la glacialità di Richard David James e il candore da non-musicista di Brian Eno (“Ghost Skies”).

Operazione non facile, anzi rischiosa, quella di Perman e dei suoi complici: adattare le sfumature psych-folk all’elettronica crea ripercussioni sulla materia originaria, modificandone non poco l’etica e l’estetica, non a caso anche i titoli non condividono nulla con quelli originali. Non ha senso cercare di individuare le assonanze tra i brani di “Emergent Slow Arcs” e “Welcome Strangers”: venendo meno l’elemento voce, parte rilevante del patrimonio armonico si dissolve dietro le moderne nuance elettroniche.
E’ comunque affascinante immaginare da dove sbuchi l’impeto folk/celtico di “Celestial Dance”: eccellente prototipo di quello che avrebbe potuto realizzare Enya, se solo avesse avuto il coraggio di aggiornare le placide lande new age. Ed è inebriante il tocco glitch di “Moonshot” e l’ancor più futuristico approccio techno di “Edgeland Duet”.

Tra echi di Tangerine Dream (“Ephemeris Mist”) e Aphex Twin (“Faraway Hills”), i musicisti danno vita a un futuristico album di field recording, dove alle bucoliche e sognanti armonie folk subentrano i suoni della moderna tecnologia e le inquietudini da urban-landscape (“Spectral Cannon”). Man mano che si procede nell’ascolto, le atmosfere diventano sempre più grevi, l’elettronica prende il sopravvento, fino all’apoteosi dei tre minuti finali di “Sunup Shutdown“, le cui armonie sembrano essersi auto-generate in seguito a una semplice induzione tecnologica.

Dalle lussuose armonie di “Welcome Strangers”, alle algide sonorità di “Emergent Slow Arcs”, il passo non è comunque breve, ma Tommy Perman e i Modern Studies varcano il confine tra tradizione ed evoluzione, senza perdere di vista l’intuizione umana, regalandoci uno stimolante esemplare di moderna folktronica.

(30/08/2019)



  • Tracklist
  1. Ephemeris Mist
  2. Faraway Hills
  3. Celestial Dance
  4. Moonshot
  5. Ghost Skies
  6. Spectral Cannon
  7. Edgeland Duet
  8. Sunup Shutdown




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