RHYS FULBER - Ostalgia

2019 (Sonic groove)
industrial, techno

Rhys Fulber è uno dei protagonisti indiscussi dell’industrial d’oltreoceano a tinte elettroniche, e anche un produttore che ha omaggiato con la sua abilità diversi progetti provenienti dai generi più disparati, dal metal (Fear Factory), al rock, all’electro-dark (Youth Code), al pop. Tra i fondatori dei colossi canadesi Front Line Assembly insieme a Bill Leeb e  Michael Balch, ha fatto anche parte in fasi alterne di progetti paralleli quali Delerium, Fauxliage, Noise Unit, Synaesthesia, Decree e ha pure dato vita a un progetto industrial/orchestrale a nome Will; una lunga carriera la sua, caratterizzata da un songwriting certosino e dalla capacità di trattare la materia musicale sempre con quel quid in più che fa la differenza.

Recentemente il musicista è tornato sotto i riflettori grazie a due uscite a suo nome, ovvero l’Ep “Realism” e l’album “Your Dystopia, My Utopia”, entrambe per la storica etichetta techno di Adam X, la Sonic Groove: troviamo qui un suono al passo con i tempi, ma allo stesso tempo non alieno allo stile e raffinatezza del Nostro, tra Idm, techno-industrial, pulsioni Ebm e momenti quasi rituali. Segue poi un lavoro in collaborazione con il noto musicista americano trapiantato a Berlino Blush Response, il distopico e cyber-punk “Corruption Of Form” del 2019.
Ed ecco quindi che a distanza di un anno ci troviamo davanti al secondo full length solista di Fulber ovvero “Ostalgia”, un viaggio sonoro nel concetto di Ostalgie (Ost/est e Nostalgie/nostalgia), ovvero la nostalgia verso il mondo della Germania dell’Est durante il periodo del regime comunista. Una contrapposizione nei confronti del mondo moderno, dove la “sicurezza” di un sistema rigido ha lasciato posto a una società caotica e dominata dall’incertezza. Musicalmente, questo concetto viene espresso tramite synth evocativi, bassi pulsanti, ambientazioni sci-fi e ritmiche ora quadrate e ossessive, ora più variegate e libere.  

“Fountain Of National Radio” apre le danze con climi rigorosi e monolitici, tra bombardamenti di beat e strati sonori da colonna sonora, mettendo in mostra sin da subito le capacità come sound-designer dell’artista, mentre la successiva “Steppes” introduce soluzioni techno-industrial dal passo più veloce, ma non meno curate nei suoni. Gli ascoltatori più attenti e di vecchia data del mondo electro-industrial non faticheranno a trovare durante la seconda parte del brano rimandi sonori ad esso, naturalmente rielaborati.
“Right Hand Of The Free World” gioca con elementi acidi anni Novanta, aggiungendo però ritmi spezzati e micro-suoni chirurgici sottolineati da snare galoppanti e tensioni oscure tenute in sottofondo; il risultato è un crescendo che monta senza però esplodere del tutto, seguendo il suo corso fino alla conclusione. La successiva “Misery Whip” è un tripudio di basi dark-ambient, sui quali vengono innestati battiti sparsi e melodie futuristiche, e passaggi secchi di natura industriale. Il tutto naturalmente viene unito a tendenze techno che mantengono il filo del discorso.

Un’opera forse meno avventurosa rispetto al debutto, ma allo stesso tempo dal filo conduttore più chiaro e sorretta da un concept ben delineato, portato in suono da una techno notturna e cinematica, imbevuta di ethos cyber-punk e sferzate industrial. L’attenzione per il dettaglio, un’esperienza più che trentennale, una produzione praticamente perfetta completano un disco che si candida senza dubbio tra i migliori di un anno che ha visto non pochi contendenti consegnarci lavori di alta qualità. Se ancora non conoscete Rhys Fulber e il suo mondo, è l’ora di rimediare. 

18/09/2019

Tracklist

  1. Fountain of National Radio
  2. 12 Steppes
  3. Konsum
  4. Neolithic Chasm
  5. Right Hand of the Free World
  6. Misery Whip
  7. Apostel
  8. Fission

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