Ariete

Spazio

2020 (Bomba Dischi) | it-pop

Negli ultimi anni si è sviluppata una ventata d’aria fresca lungo quella striscia d’asfalto, quasi interamente rettilinea, che conduce dalla Roma di Niccolò Contessa alla Latina di Edoardo Calcutta, proseguendo poi ancor più giù, verso la Napoli di Liberato. La Pontina sta correndo il rischio di essere ribattezzata la Statale dell’it-pop, dopo aver guadagnato i favori della ribalta sia per l’elevato tasso di incidenti stradali che per gli snervanti ingorghi senza fine.

Lungo quell'arteria a due corsie, resa obsoleta dal tempo, puoi scovare del talento un po’ ovunque. Ad esempio, puoi scoprire che uscendo all’altezza di Aprilia, e svoltando verso il mare in direzione di Anzio, c’è una giovanissima ragazza appena maggiorenne, che di nome fa Arianna Del Giaccio, ma che in molti ora inizieranno a conoscere con il moniker di Ariete. Anzio è un piccolo mondo fatto di sfiziosi ristorantini sul mare e di aliscafi che imbarcano turisti per le isole Pontine. Lì è cresciuta e lì ha iniziato a concepire le sue prime strofe.

Dopo una fugace esperienza a X-Factor (tutto sommato meglio per lei che non abbia superato i bootcamp...), lo scorso novembre ha diffuso il primo singolo, “Quel bar”, seguito il mese successivo da “01/12”. Entrambi non sono stati inseriti nel suo Ep d’esordio, ma i relativi videoclip li abbiamo inseriti in questa scheda, a completamento del percorso biografico-artistico sin qui compiuto. Sono i suoi biglietti da visita, lanciati verso il mondo, divenuti rapidamente un piccolo culto del sottobosco romano, i primi passi, con Arianna che tratta con tenera semplicità argomenti nei quali tanti coetanei sapranno riconoscersi.

Queste bedroom recordings vengono intercettate dalle attente antenne di Bomba Dischi, una delle label più esperte del segmento. Ed ecco che rapidamente Ariete fissa nel suo primo Ep "Spazio" i propri realistici racconti sulle dipendenze (un titolo come “Pillole” è senz’altro eloquente), su giornate che scorrono svogliate, impreziosite solo a tratti da amori che puntualmente si consumano con troppa velocità. Amori complicati, tutti declinati al femminile, affetti instabili, malesseri striscianti che a quell’età sembrano invincibili, sembrano non voler mai andar via.

Chi ha vent’anni si appassionerà a questi testi, chi ne ha quindici li appunterà sul diario, in chi ne ha quaranta o cinquanta scatterà un sentimento di protezione nei confronti di un’adolescente che potrebbe essere la propria figlia. Immaginerà di darle dei consigli per provare a risolvere contrasti e affrontare scelte difficili, apprezzando quanto Calcutta c’è fra i versi di “Amianto” e quanti anni 80 riverberati si celano nella chitarra à-la Cure dietro la cassa dritta di “Avrei voluto dirti”. Più l’immancabile influenza dell’hip-hop e il featuring di Drast de gli Psicologi in “Riposa in pace”. Per una scena romana che continua a generare novità e proseliti.

(28/05/2020)

  • Tracklist
  1. Amianto
  2. Pillole
  3. Solo te
  4. Avrei voluto dirti
  5. Riposa in pace
  6. Insicuri






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