Ava Max

Heaven & Hell

2020 (Atlantic) | dance-pop

Quando all’età di 17 anni Ava Max, classe 1994, si è trasferita a Los Angeles per sfondare come popstar, era già al secondo tentativo. Figlia di immigrati albanesi di stanza prima in Wisconsin e poi in Virginia, Ava ha frequentato corsi di canto prima ancora che un liceo. Poco dopo l’inizio delle superiori, ha iniziato la classica, terribile trafila di provini e audizioni alla quale prendono parte in migliaia, ma ne escono vincitrici, nel migliore dei casi, un paio.
La sua fortuna è cominciata quando, dopo un discreto curriculum di rifiuti, si è accorta di lei Cirkut, non proprio un produttore qualunque, bensì un signore già al lavoro con stelle di prima grandezza quali Miley Cyrus e Katy Perry. Proprio con Cirkut la Max ha registrato il suo primo successo, “Anyone But You”, che le è poi valso un contratto con la gigantesca Atlantic. Di lì in poi è stata una cavalcata di singoli di successo, scortata da re mida pop del calibro di David Guetta, fino all'esordio in pompa magna in questo “Heaven & Hell”, anticipato da ben 5 singoli che le sono valsi diversi posizionamenti importanti, tra cui un primo posto in classifica in Svezia.

Quello che differenzia la musica di Ava Max da molte delle popstar contemporanee, e che ce la fa accogliere tra un misto di diffidenza e nostalgia, è la sua totale immersione in una bolla dance-pop fuori dall’oggi, che posiziona idealmente i suoi parti da classifica nei primi anni del millennio. E’ difatti lei stessa a dichiarare ispirazioni che vanno dalla Spears alla Aguilera a Lady Gaga. Quest’ultima è probabilmente la più saccheggiata, con alcuni momenti che fanno davvero pensare a lei come una Stefani Joanne Angelina Germanotta apocrifa (il formidabile attacco di “King & Queens”, così come l’irresistibile “Sweet But Psycho” che fa il verso a “Paparazzi”).
A volte si va addirittura più indietro col tempo. “Salt” è un numero dance-pop che spiega la passione tutta svedese per la Nostra, mentre “Kings & Queens” sfoggia una chitarra Aor che fa il pari con le turbinanti tastiere midi e il vocoder di “Born To The Night”.

Il problema (tutto dei critici) e insieme la delizia di un’operazione del genere risiedono nella generale bontà dei pezzi, alcuni dotati di ritornelli e di un piglio dance che davvero non sfigurerebbero in una playlist pop anni Zero, e che ci portano a perdonare sia i furti perpetrati qua e la che l’assoluta estraneità di questo disco ai nostri giorni.
La tentazione di abbassare il voto di mezzo punto a causa della terrificante copertina è stata forte, ma non abbiamo ceduto.

(12/10/2020)

  • Tracklist
  1. H.E.A.V.E.N
  2. Kings & Queens
  3. Naked
  4. Tattoo
  5. OMG What’s Happening
  6. Call Me Tonight
  7. Born to the Night
  8. Torn
  9. Take You To Hell
  10. Who's Laughing Now
  11. Belladonna
  12. Rumors
  13. So Am I
  14. Salt
  15. Sweet but Psycho


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