Canio Loguercio

Ci stiamo preparando al meglio

2020 (Squi) | songwriter, folk

Quella di Canio Loguercio è una voce del sottosuolo, che canta una musica teatrale, che viene dalla strada, sale dal profondo e racconta storie di cuori dilaniati, che godono in qualche modo del loro essere dilaniati, come vuole la migliore tradizione napoletana. Una musica ruvida, apparentemente poco lavorata, in cui resta miracolosamente intatto l’equilibrio fra l’ispirazione originaria, che fa sentire il suo venire dalla pancia, e i formati eleganti delle canzoni. Se gli ultimi due album erano strutturati sulla scelta di uno strumento guida, prima il piano di Rocco de Rosa e poi l’organetto di Alessandro D’Alessandro, “Ci stiamo preparando al meglio” si incanala verso soluzioni più complesse in cui si sente meno la ricerca di un unico timbro.

Innanzitutto questo quarto lavoro presenta una continua alternanza fra cover e pezzi originali. Ma soprattutto ogni brano è una sorpresa. Un progetto a sé.
Dopo la title track, che è un inizio insolito, quasi pop, si entra nelle viscere del disco e il timbro oscuro di Loguercio inizia a descrivere le passioni come sa, ovvero in modo carnale. Non si canta, si recita. Si scende in profondità, si scendono scalini che portano a grotte dove si sussurra: “Ho acceso una luce bruciando i tuoi resti...”
I testi di Loguercio, del resto, non solo la musica, da sempre vanno a cercare il fondo delle cose, parole materiche, basiche, ruvide. “Quello che rimane del tuo tragico furore/ è una lingua da sgrassare/ è il tanfo del tuo cuore/ da domani non cercarmi/ io cancellerò il tuo nome”, cantava nell’album precedente, in rime che non dispiacerebbero a Paolo Conte, o addirittura a Tom Waits, a chi insomma sa parlare dell’amore in modo surreale e sapientemente, tremendamente, visivo.
Poi si torna su, e dopo la meno convincente “Chissà cos’è”, ci si ritrova in un ambiente sonoro più luminoso con “Quando vedrete il mio caro amore”, che per la delicatezza anni Sessanta dell’arrangiamento fa respirare il Battiato di “Fleurs”. Quindi si arriva alla straordinaria rivisitazione di “Core ‘ngrato”, il brano tradizionale solitamente interpretato da tenori, che qui viene capovolto e cantato a filo di voce, in quello che probabilmente è il pezzo più riuscito del disco. Loguercio sussurra, non canta, e riesce così a dare alla passione qualcosa di liturgico: “E ‘o cunfessore, ch’è perzona santa, mm’ha ditto: ‘figliu mio lassala sta, lassala sta!’”.

Quindi, dopo una cover di “Incontro” di Francesco Guccini che resta un po’ sganciata dal resto, è da citare senz’altro “Tienimi forte le mani”, che finisce con un crescendo corale stupendo alla maniera che potrebbe essere di Enzo Avitabile, fino a “Mia cara madre”, il pezzo di chiusura che è una rielaborazione della famosissima “Lacreme napulitane” e che per la sua originalità richiede un discorso a parte. Il brano infatti rispecchia perfettamente quell’essere “progetto” di cui parlavamo. Si tratta di una ricerca e contemporaneamente di una dichiarazione di intenti, sia nei contenuti sia nel linguaggio, per trasmettere il messaggio di accoglienza e ospitalità verso gli stranieri che ultimamente ha sviluppato la migliore musica napoletana. Inoltre porta con sé quel modo postmoderno che quando riesce ha qualcosa di fantastico, e a Napoli spesso riesce, di montare il nuovo sul vecchio. Prendere i brani tradizionali e reinventarli senza paura di perdere qualcosa durante il viaggio. In questo caso, sul testo originale vengono inseriti una serie di recitati di extracomunitari che leggono lettere scritte alla propria madre. E a suggellare questo spirito melting pot di apertura culturale nella parte finale c’è il coro che, proprio perché vi partecipano tanti artisti di varie etnie, trasmette un messaggio di grande fratellanza. Un’idea semplice e bella, come il video che accompagna il brano, che chiude questo terzo lavoro che a nostro avviso resta appena un passo sotto lo straordinario “Canti, ballate e ipocondrie d’ammore”, già Premio Tenco 2017.

(29/05/2021)

  • Tracklist
  1. Ci stiamo preparando al meglio
  2. In un punto lontano
  3. Chissà cos’è
  4. Quando vedrete il mio caro amore
  5. Core ‘ngrato
  6. Incontro
  7. Tienimi forte le mani
  8. Luntano ammore
  9. Core ‘e plastica
  10. Mia cara madre
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