Dark Polo Gang

Dark Boys Club

2020 (Triplosette Entertainment / Universal) | trap, pop

Bizzarria per eccellenza del nuovo rap italiano, la Dark Polo Gang è stata inghiottita dalla stessa comunità web che l'ha notata, incensatia e quindi inevitabilmente parodiata. Personaggi fumettistici, spesso ben oltre il ridicolo e l’ingenuo, erano un gruppo di ragazzi della Roma benestante: Dark Side, Tony Effe, Dark Pyrex e Dark Wayne. L’imprescindibile produzione di Sick Luke ha dato ai quattro l’opportunità di creare un sound riconoscibile, sgrammaticato e sopra le righe anche nell’alveo della trap nostrana, che sicuramente non lesina eccentricità.
Dopo l'esordio “Full Metal Dark” (2015) e dopo i progetti dei vari membri ad affollare il triennio successivo, arriva la dipartita di Dark Side e quindi la pubblicazione di “Trap Lovers” (2018), pubblicato da una major e decisamente addomesticato nella forma e nei contenuti. Arrivato il disco di platino, che oggi in Italia si ottiene con appena 50.000 copie, la loro carriera sembra conclusa: un quartetto mutilato, ormai senza una chiara cifra stilistica; un panorama di trap italiana saturo, con astri nascenti promettenti e carismatici come
Tha Supreme e Massimo Pericolo a fare concorrenza; un protettore come Fedez temporaneamente (?) fuori dai giochi. Non era consigliabile trattenere il fiato nell’attesa del nuovo album, che infine è arrivato: “Dark Boys Club”, una specie di re-naming del gruppo.

Il disco è stato concluso durante la quarantena con registrazioni casalinghe, a dimostrazione dell’adattabilità stupefacente dell’hip-hop, pienamente attivo anche ai tempi del distanziamento sociale. Vorrebbe essere il più telefonato dei ritorni alle origini, a quella genuinità kitsch di un tempo. Dieci brani per ritrovare l’identità perduta: “Dark”, “Gang”, “Dark Love Gang” sono tre titoli che promettono inni identitari. Affollatissima la lista degli ospiti, compreso un pezzo grosso come Salmo e un’aspirante trap-pop-star come Anna, quella del singolo-scioglilingua “Bando”.

La prova dell'ascolto, almeno in parte, rievoca l'ingenuo e sregolato sound di un tempo, come nella già citata opener "Dark" e nell'appena più raffinata "Amiri Boys", ma altrove si cercano nuovi stimoli nel flow appena meno narcotizzato di "Gang", secondo brano e già decisamente più radiofonico. Va peggio con "Savage", un'imitazione di Sfera Ebbasta nobilitata da una comparsata di Tedua, forte del suo tipico modo di piegare il ritmo come un origami. Anche "Pussy" vale soprattutto per un ospite, un Salmo al solito truce e divertente, mentre in brani quali "No Stupid" e "4L" neanche l'aiuto di altri colleghi risolve la scarsa ispirazione.

"Dark Love Gang" conferma che ormai la conflittualità della D.P.G. è poco più di un ricordo, mentre forte è il richiamo del mainstream pop-trap: gli Fsk Satellite con "Fsk Trapshit" li hanno spodestati dal trono di weird della scena. Quando provano a fare brutto con "#FreeTraffik", dopo i ritornelli melodici sparsi in scaletta, le ospitate di nuovi idoletti adolescenziali e il sell-out dell'esordio su major, sembrano un'autoparodia. In fin dei conti, negli appena 26 minuti, per dieci brani totali, si respira solo una gran confusione su cosa i tre vogliano fare da grandi: da questo mixtape nessuna chiara risposta, e neanche un brano che sia uno da ricordare.

(12/05/2020)



  • Tracklist
  1. Dark
  2. Gang
  3. Savage (feat. Tedua)
  4. Pussy (feat. Lazza, Salmo)
  5. Dark Love Gang (feat. Ketama126)
  6. Amiri Boys (feat. Capo Plaza)
  7. No Stupid (feat. Boro Boro, Samurai Jay)
  8. 4L (feat. Mambolosco)
  9. Biberon (feat. Drefgold, Anna)
  10. #FreeTraffik (feat. Traffik, Oni One)
Dark Polo Gang on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.