Declan McKenna

Zeros

2020 (Tomplicated) | glam, pop-rock, indie-rock

Partiremo dalle copertine, che per inquadrare Declan McKenna aiutano molto. Quando nel 2017 il giovane (classe 1998!) artista dell'Hertfordshire dette alle stampe "What Do You Think About The Car?", ci si presentò a torso nudo, un filo di brillantina intorno agli occhi, e mordeva con quel fare sensuale tipico degli adolescenti più edonisti una collanina d'oro bianco. Una cornice perfetta per un album che, con qualche pretesa arty in più e un limpido talento melodico ("Brazil", "Paracetamol"), sembrava rivolgersi all'incirca agli stessi destinatari di Harry Styles post-One Direction, con meno convinzione a quelli degli Arctic Monkeys. Sfocato, sbrilluccicante, foderato di una tutina degna di Ziggy Stardust, in questo nuovo artwork McKenna ci tende la mano, invitandoci a immergerci in tutt'altro tipo di musica.

"Zeros" è un disco che mescola di tutto. Certamente il glam è azionista di maggioranza, attingendo da "Goodbye Yellow Brick Road" ("You Better Believe!!!", "Sagittarius A*") all'iperuranio ("Be An Astronaut"), ma i synth rigonfi gridano new wave e certe slabbrature corali guardano a collettivi indie come i Broken Social Scene. Lampante anche il filtro del britpop più iper-saturo.
Come un ventunenne che solo tre anni fa si presentava come una popstar per giovani, sebbene talentuosa e di estrazione indie, possa maneggiare con questa grandiosità cotante materie è un mistero, ma tant'è. Registrato a Nashville sotto la supervisione di Jay Joyce (Cage The Elephant, Fidlar), "Zeros" è un concentrato zuccherino di pop song sgargianti e immediate come un motivetto dello Zecchino d'oro per un bambino ("The Key To Life On Earth", la più stridula "Beautiful Faces").

Potevano mancare i Beatles in cotanto caleidoscopio di pop spesso e volentieri psichedelico? Certo che no. Date un ascolto a "Emily" e provate a non pensare a "Eleanor Rigby" mentre vi perdete nel torpore di fiati e carillon e poi inseguite il ritmo incalzante della grancassa col piedino. La segue una canzone che è un completo capovolgimento di fronte, un synth-pop psichedelico intitolato "Twice Your Size", con l'ennesimo ritornello miracoloso e un frastornante finale urlato tra le chitarre imbizzarrite.
Glorioso è anche l'assolo di chitarra che conclude "Daniel You're Still A Child", nella quale Declan porta al culmine il continuo dialogo sulla contemporaneità rivolto ai suoi coetanei; mentre "Rapture" è più sincopata, disimpegnata e guascona, irresistibile quando sfocia nel suo plot twist cibernetico.

Sarà la fortuna del principiante, sarà la produzione non proprio raffinata ma perfetta nell'imprimere il giusto carattere a queste canzoni grintose, sarà quel che sarà, "Zeros" è un disco che funziona dalla prima all'ultima traccia senza mai cedere un millimetro, dal quale una rassegna pop-rock del 2020 non può prescindere.
Dato il salto quantico operato tra i due dischi da McKenna, che sfoggia oggi un cantato meno giovanile e autorevole che nell'esordio, intuire dove il musicista si dirigerà in futuro è un'impresa. L'attesa sarà dunque trepidante e la sorpresa, nel bene o nel male, stordente.

(14/09/2020)

  • Tracklist
  1. You Better Believe!!!
  2. Be an Astronaut
  3. The Key to Life on Earth
  4. Beautiful Faces
  5. Daniel, You're Still a Child
  6. Emily
  7. Twice Your Size
  8. Rapture
  9. Sagittarius A*
  10. Eventually, Darling


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