Homunculus Res

Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco

2020 (Ams) | prog-rock, canterbury

Forti di un credito sempre più elevato presso la stampa e il pubblico internazionale, gli Homunculus Res non accennano ad alcun cedimento ideologico e creativo. Giunti al quarto capitolo, ribadiscono tutte le peculiarità del proprio stile, restando fedeli anche alla logica del concept-album tipica della musica progressive, marchiando a fuoco le composizioni di “Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco” con timbriche sempre spiccatamente canterburiane, in questo diversificandosi da molte band prog italiche sia contemporanee che passate, fermo restando le corroboranti similitudini con i Picchio Dal Pozzo e i Dedalus.

Primo disco per l’AMS, “Andiamo in giro per il mondo e ci consumiamo nel fuoco” si avvale ancora una volta di collaboratori illustri come David Newhouse (Muffins), Aldo De Scalzi (Picchio dal Pozzo) e Petter Herbertsson (Testbild!): presenze che garantiscono un perfetto equilibrio tra passato e presente.
Il fascino effimero e pericoloso del consumismo è il tema intorno al quale la band palermitana costruisce composizioni ancor più ambiziose, a partire dall’ottima “Lucciole per lanterne” che rimarca le influenze dei Caravan e dei Soft Machine senza sembrare mai passatista. Un’attitudine che il gruppo rafforza e consolida con il brano simbolo di questo nuovo album, ovvero “Il carrozzone”: tre minuti e quarantadue secondi dove si concentrano ritmi sinuosi e singolari, stratificazioni di synth, suoni vellutati di sax, e un testo surreale, che sposta ancor di più le coordinate stilistiche verso il Canterbury sound degli Hatfield & The North e le visionarie intuizioni di Robert Wyatt.

Il pregio più rilevante di “Andiamo in giro per il mondo e ci consumiamo nel fuoco” è comunque quello di rendere fruibile una materia altrimenti complessa e articolata; la virata pop di “Buco nero” e il fascino retrò che sottolinea le atmosfere lounge/library music di “La spia” (qui complice anche il duo dei Sterbus) sono due esempi lampanti della capacità degli Homunculus Res di rendere oltremodo contemporanee le suggestioni di un ambito stilistico ritenuto erroneamente obsoleto.
Spetta a “La salamandra” concretizzare tutte le ambizioni dei palermitani: le sonorità oscure delle tastiere, le timbriche che rimandano al prog più classico senza replicarne l’estetica qualificano la musica della band come un universo parallelo a quello del prog contemporaneo.

Non c’è episodio che possa definirsi superfluo o riempitivo: la leggiadria pop-prog di “Supermercato”, la citazione di “Hey Jude” dei Beatles in coda alla romantica “La luccicanza” (la cui introduzione ricorda la celebre ”La lontananza”), il timbro cupo di “Tetraktys” e il valzer con tanto di flauto e fagotto della conclusiva “Non dire no” mettono in campo una varietà stimolante e testi mordaci.
Un altro elemento consolida l’autonomia espressiva degli Homunculus Res, ed è il costante riferimento a una più ampia tradizione musicale italiana: Piero Umiliani e Piero Piccioni entrano con forza nell’immaginario non solo prog dei palermitani, ormai sempre di più proiettati verso un futuro ricco di sorprese.

(08/10/2020)



  • Tracklist
  1. Lucciole Per Lanterne 
  2. Il Carrozzone 
  3. Buco Nero 
  4. Supermercato
  5. La Spia 
  6. La Salamandra 
  7. In Girum 
  8. La Luccicanza
  9. Tetraktys 
  10. Non Dire No




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