Che il 2020 sia stato un anno impossibile per la vita nei club penso non ci sia bisogno di ripeterlo. Come gran parte dell’umanità, anche il popolo della notte ha dovuto fare a meno delle sue congregazioni, perdendo nel processo la possibilità di sfogare il proprio innato edonismo, ma soprattutto rimanendo momentaneamente orfano di quel caloroso senso di comunità e scambio che fa da collante a tante più piccole realtà sociali.
Rilasciato indipendentemente a marzo, quindi proprio all’inizio dei problemi legati al Covid-19 in America, “BXTCH SLÄP” probabilmente non è stato ancora testato sul
dancefloor come da intenzioni originarie – la sua autrice, Jasmine Infiniti, è una personalità tuttofare nella vita notturna
queer newyorkese, attiva anche nel mondo delle
ballroom. Ma “BXTCH SLÄP” ha comunque una sua particolarità, perché non è solo un disco da ballo; queste incessanti e taglienti cavalcate ritmiche vengono avvolte da oscuri manti di ambient, felpate atmosfere umorali e sparuti
sample provenienti dal mondo dell’hip-hop e dell’r&b, che donano al lavoro un concettuale taglio
deep. Con un’attenta sequenza delle tracce a legare il tutto, l’album regala un ascolto che non è solo pensato per il corpo ma anche ponderato per la mente più curiosa.
Certamente la matrice base del lavoro risponde alla definizione di techno: ripetitivi
sample meccanici montati su oscuri
beat dal ritmo sostenuto, sbavature acide di contorno e bassi che attaccano alle ginocchia. I descrittivi titoli dei brani spesso si spiegano da soli; la sottomissione cerebrale di “YES, SIR”, la snervante tensione horror di “SPOOKED”, l’erotismo tellurico di “HOTT”, l’aggressivo
beat di “GHETTRO” che sterza verso i
crash del
vogue in una disforica dissonanza tra
butch e
femme. La
bonus track finale si dipana su oltre dieci minuti di baccanali digitali. E c’è davvero bisogno di dare una descrizione per un brano chiamato “DEMONHOLE”?
Quando Jasmine diverge dal solito sferragliare techno, il disco infila i suoi momenti peculiari; la title track in apertura è nera come la pece, ma l’impiego di voci spezzettate richiama le conversazioni filosofiche tra Dj Sprinkles e il suo sampler, e la successiva “NXT2U” sembra emergere da quella stessa caverna prima di lanciarsi su un più squadrato ritmo al galoppo.
C’è anche posto per un lento come “HEART” a cavallo tra la post-club della Fade To Mind e sentori quasi chillout. Concitata e robotica, “HOWEVER” infila una serie di distortissimi e spesso irriconoscibili sample soffiati alla celebre “Back To Life” dei Soul II Soul.
Sarebbe bello poter vivere queste tracce in pista, sentirle vibrare lungo la schiena, osservare i ballerini che si contorcono come creature possedute dall’estasi del momento. Ci sarà tempo anche per questo.
Per ora “BXTCH SLÄP” è un ascolto curioso e spesso intenso ma sempre di ottima fattura, che riesce a mettere assieme l’umore di
Sandwell District e
Andy Stott con le più dense partiture
deep di
Octo Octa e
Barker per un’ora abbondante di espansive esplorazioni elettroniche. Un
long playing di tutto punto, insomma, che difatti ribalza alle cronache questo mese perché Dark Entries ne sta già curando una
primissima ristampa in vinile – la dimostrazione che, anche a discoteche chiuse, il suono di Jasmine Infiniti si sta facendo strada a furia di tacchi e sprangate, e di questo passo chissà dove altro potrà arrivare in futuro.
16/11/2020