Marie Davidson & L'îil Nu

Renegade Breakdown

2020 (Ninja Tune) | electro-chic, dance-pop, soft-techno

Dopo aver annunciato l’abbandono del dancefloor come deejay, Marie Davidson ritorna insieme al marito Pierre Guerineau e all’amico Asaël R. Robitaille nell’eclettico progetto L'Œil Nu, un’elettronica venata di pop anni 80 e psichedelia anni 70 pubblicata per Ninja Tune.
L’album ha un immaginario apocalittico da sensuale danse macabre, con timbri memori dei Kraftwerk cristallizzati in un feticismo materiale da tardo capitalismo, perfetto per un romanzo recente di Bret Easton Ellis, come se “Sincerely, Future Pollution” (City Slang, 2017) dei Timber Timbre fosse stato reinterpretato dai Knife. 
S
empre bellissima la copertina, dove Davidson si fa ancora persona in una triade ferale di personaggi femminili che preannunciano i temi del brano omonimo che apre il disco. Recuperando lo stile Edm + spoken-word di “Working Class Woman” (Ninja Tune, 2018), “Renegade Breakdown” rappresenta il manifesto d’intenti di quel feticismo sonoro che diventa materia per muovere critica:

Oh by the way, there are no money makers on this record
This time I'm exploring the loser's point of view
Never mind the term
It's a renegade breakdown

È un’elettronica istrionica che prende a piene mani dall’immaginario dance e rock anni 80, emblematico nell'ibrido dance-funk-pop-rock “Worst Come To Worst”, mentre in “C’est Parce qui J’m’en Fous” è netta l’influenza di Prince. C’è un french touch che rende i brani cinematici, in linea con le produzioni precedenti della coppia di Montréal a nome Essaie Pas. “Renegade Breakdown”, “Back to Rock” e “La Ronde” potrebbero infatti perfettamente figurare in un film di Eric Rohmer o Denys Arcand. 
L’album contiene una serie di ballad melanconiche ed evocative come “Center Of The World (Ketti Blues)”, con una performance vocale teatrale à-la David Bowie e un assolo memore dei Pink Floyd, o il jazz decadente di “Just In My Head”, una nouvelle “My Funny Valentine”.

In “Renegade Breakdown” i tre autori si confrontano costantemente con la scrittura della forma canzone, cercando di arricchirla con variazioni riconducibili alla musica classica, al pop e al folk. L’elettronica multiforme del disco è una prova di conscia schizofrenia musicale elevata a metodo compositivo e concettuale, dove il genere diventa materia da cannibalizzare dall'interno.
La rarefazione astratta delle ultime tre tracce – dalla splendida “Lead Sister” alla elegiaca “Sentiment” – fossilizza il movimento finale del party da fin du siècle che Davidson e Guerineau ci avevano fatto attendere da tempo sul dancefloor.

(12/10/2020)

  • Tracklist
  1. Renegade Breakdown
  2. Back To Rock
  3. Worst Comes To Worst
  4. Center Of The World (kotti Blues)
  5. La Ronde
  6. C'est Parce Que J'm'en Fous
  7. Just In My Head
  8. Lead Sister
  9. My Love
  10. Sentiment


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