NILS BECH - Foolish Heart

2020 (Self released)
alt-pop

Nils Bech ha tentato più volte di infrangere la barriera tra creazione e rappresentazione musicale, e lo ha fatto raccontando le proprie emozioni senza paura di urtare la sensibilità di chi rifiuta il concetto di normalità collegato all’omosessualità, o portando in scena danze e melodramma con toni agrodolci e raffinati, forse poco adatti a un pubblico in preda ai fumi dell’alcol e in attesa che sul palco arrivi l’ennesima rockstar.

Nils non è un innovatore, ma un artista per il quale quel che conta è l’autenticità, l’inventiva, ovvero la volontà di mettere a nudo la potenza dell’arte giocando tra sperimentazione e pop cantautorale. Un artista sincero e coraggioso nell’esternare il rapporto di coppia omosessuale nelle pagine di “One Year” o le difficoltà della convivenza in ”Echo”, tutto questo su neoclassicheggianti armonie rese attraenti da iniezioni di elettronica, art-pop, video-art e performance, queste ultime ricche di citazioni dal mondo della musica classica, dell’opera e del balletto, gli ambiti artistici nei quali Nils ha mosso i primi passi.

Estraneo alle dinamiche del music business, Bech continua a raccontare se stesso senza remore e senza regole, arrivando a trasgredire quel processo di normalizzazione che con “Echo” sembrava aver trovato una chiave di volta definitiva.

Quel che è accaduto in questi ultimi tempi è fondamentale per comprendere le atmosfere notturne, malinconiche e meno elettro-pop di “Foolish Heart”: la rottura di un rapporto durato ben otto anni, un evento che ha spinto il pensiero verso il dubbio l’insicurezza e il rimpianto. Come il personaggio del racconto di Howard Phillips Lovecraft , “L’estraneo – The Outsider”, Bech ha sentito il bisogno urgente di confrontarsi con la realtà, abbandonando quelle poche certezze alimentate dalla passione, ma diversamente dal protagonista del libro, non è rimasto inorridito da se stesso, ma dall’indifferenza che circonda chi sprofonda nella sofferenza e nella solitudine. Più che estraneo, un alieno, Nils ha infine trovato nell’essenzialità di poche note di piano e nel candore del romanticismo la panacea per quel dolore che non sembra avere risposta.

Il racconto prende corpo ripescando un brano da “One Year”. Non è un caso che la traccia in oggetto sia “That Girl”, canzone dove protagonista è l’ex-ragazza del suo ex-fidanzato, un ciclo che si chiude o che si ripropone con toni molto diversi: all’elettronica possente subentra un tocco pianistico che ricorda le indolenze di Anthony Hegarty degli esordi. Una scelta che permette alla voce di abbracciare tonalità più profonde esaltando le attitudini più teatrali, che nella successiva “Does She Love” deflagrano in tutta la loro bellezza e forza, con un dialogo straziante tra violino e piano.

L’elegante video che accompagna la title track è un eccellente condensato della potenza lirica di Nils: registrato dal vivo nel Vigelandsmuseet di Oslo dal pluripremiato regista Kennneth Karlstad, si avvale della presenza di Silas Henriksen, primo ballerino del Norwegian National Ballet, rafforzando quel rapporto con l’arte espresso dallo stesso Bech nelle performance alla Biennale di Venezia o alla corte dei reali della Norvegia.

Con “Why” si chiude la prima parte del disco, un ultimo disperato tentativo di trovare una risposta, nonché primo brano dove l’elettronica ritorna protagonista con toni meno invasivi. Synth e drum machine scorrono con la stessa leggiadria sperimentata dai Blue Nile (“Tell Me”), anche se a volte con una marginale intensità espressiva (“October”, “Trap”), che non rende del tutto merito alle potenzialità dell’autore. Mentre con la conclusiva “Thank You” vengono ripristinate le atmosfere intime tratteggiate solo da piano e voce, ma quello che emerge è una frustante dicotomia tra spessore e leggerezza, che continua a tenere lontano un personaggio come Bech sia dalle nobili frontiere dell’art-pop sia da quell’elettronica pop che ha tracciato un filo comune nello scenario europeo attuale.

Va preso dunque atto che per il musicista norvegese la musica è solo un tassello della propria espressione artistica e che difficilmente tutta questa energia troverà sbocco in un capolavoro discografico, ma appassionarsi a una o più opere di Nils Bech ha un suo perché, e “Foolish Heart” è senza dubbio una di queste.

07/08/2020

Tracklist

  1. 1. That Girl
  2. 2. Does She Love
  3. 3. Foolish Heart
  4. 4. Why
  5. 5. Tell Me
  6. 6. October
  7. 7. Trap
  8. 8. Thank You

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