Sewerslvt

Draining Love Story

2020 (autodistribuito) | drum and bass, vaporwave

Sewerslvt (che in italiano potrebbe grosso modo essere reso in “zoccola”, e si perdoni il francese) è l’entità dietro cui si nasconde una giovane produttrice di musica elettronica, di cui non si conoscono né il nome, né l’età. Tramite i suoi account social ha reso noto che proviene da Adelaide, nel sud dell’Australia, e ha pubblicato un’enigmatica fotografia, senza specificare se sia effettivamente sua, né a quando risalga.
L’artista è anche nota col moniker di Sadboy Sheldon, che utilizza per pubblicare mashup dei più svariati artisti (fra i più chiacchierati quelli che utilizzano come fonti i Death Grips e i Justice).
Entrambe le sue incarnazioni hanno debuttato nel 2017, ma è Sewerslvt che alla lunga s’è imposta come la più interessante, arrivando con questo nuovo “Draining Love Story” a generare un piccolo culto su YouTube. In particolare col primo estratto, “Mr. Kill Myself”, che ha ottenuto mezzo milione di visualizzazioni in due mesi: niente male per una ragazza che realizza musica strumentale nel piccolo della sua stanza, senza alcun contratto, né alcun sostegno mediatico a cui potersi appoggiare.

In passato Sewerslvt ha anzi mostrato una certa insofferenza per la difficoltà riscontrata nel far attecchire la propria musica, postando lunghi sfoghi sui social, tavolta dal sottotesto suicida. Il personaggio che traspare dai social è senza dubbio appariscente: di primo acchito è infatti difficile non notarne il ricorso a elementi caratterizzanti i meandri più oscuri di Tinder e 4chan (isolamento, autocommiserazione, violenza espressiva, ma anche la scelta di un nome ingiurioso nei confronti del mondo femminile). Si nota anche come ricorra ad avatar ispirati dalle eroine dell’animazione giapponese e come posti spesso personaggi dall’identità sessuale indefinita. Aggiungendo a tutto ciò diversi interventi di sdegno verso la destra australiana e il personaggio di Donald Trump, quello che viene fuori è un’introversa guerriera social con un’evidente simpatia per le persone di genere non-binario.
 
Il rimando più evidente che emerge dai primi ascolti di “Draining Love Story” sono i 2814 di “Atarashii hi no tanjou” (2015). I primi tre minuti consistono in un flusso elettronico indefinito e rumori ambientali in lontananza, che si accumulano maestosi ricordando l’esatta modalità che segnò la succitata pietra angolare.
Sembrano passati in effetti più di cinque anni da quel disco dei 2814, tanta è stata la sua influenza sull’universo elettronico che ruota intorno a 4chan e Reddit: nessun disco l’aveva tuttavia esplicitata con la stessa veemenza di “Draining Love Story”, che ne riprende le timbriche di peso (meno influente il fatto che entrambe le copertine siano dominate dal rosa fucsia: nell’ambito preso in analisi, è una delle tinte più diffuse).
Laddove l’opera dei 2814 è però considerata un perno della vaporwave, nessuno tira in ballo la stessa etichetta per Sewerslvt. Con la vaporwave condivide i colori, i rimandi al Giappone, l’utilizzo dei sample [*] e dei rumori ambientali. Tutto tranne l’elemento ritmico, e tanto basta a quanto pare: i frastagliati battiti jungle spingono infatti coloro che l’hanno ascoltato a targarlo rigidamente come drum and bass, come se questa e la vaporwave fossero mutuamente esclusive. Eppure nessuno si pone il problema con ambient, downtempo, nu-disco, trap e molte altre sottocategorie dell’universo elettronico: non si capisce quindi perché proprio la drum and bass dovrebbe rappresentare una insormontabile barriera nei confronti della vaporwave. 

Precisato ciò, in qualsiasi modo la si voglia inscatolare, la musica contenuta in “Draining Love Story” sembra piovuta dal cielo: l’angelico space ambient di “Newlove”, col suo vociare da centro commerciale in sottofondo e le sue impennate ritmiche mozzafiato; i frenetici campionamenti vocali decostruiti di “Yandere Complex” (un omaggio ai Death Grips di “Get Got”?); la outsider house di “Lexapro Delirium”, che sembra immergere gli acidi dei primi Orbital nei neon rossastri della Neo-Tokyo di “Akira”; “This Fleeting Feeling”, che stoppa per un attimo i ritmi, lasciando tutto a galleggiare fra eterei cori cibernetici.
La sequenza più impressionante è però costituita dagli ultimi brani, tre melopee fantascientifiche, lunghe otto minuti l’una: “Mr. Kill Myself” (col titolo che fa affiorare la disperazione dell’universo incel), sorta di remix jungle di “Moments In Love” degli Art Of Noise, nel segno di un futurismo romantico; il sinfonismo di “Down The Drain”, ossia “Giù per lo scarico”, che sin dal titolo sembra implorare la necessità di una damnatio memoriae, come se la sola morte non fosse sufficiente; infine lo splendido affastellarsi di riff vagamente synthwave che segna “Slowdeath”.

Non è ancora dato sapere se e quanto “Draining Love Story” segnerà la musica elettronica, ma forte è la sensazione di trovarsi di fronte a un lavoro con tutte le caratteristiche adatte a cambiare le regole del gioco.

[*] Come per molti album del settore, si potrebbe scrivere un libro solo per rintracciare tutti i campionamenti presenti. Si segnalano la musica dalla “Intro” di “Action 52”, videogioco pirata per Nes del 1991, che spunta in “Newlove” a 1' 14'', e lo sfogo di Clay, dalla serie in stop-motion “Moral Orel”, circa l’orrore della routine da vita in famiglia (in “Ecifircas”, da 0' 43'').

(21/02/2020)

  • Tracklist
  1. Love Is a Mighty Big Word
  2. Newlove
  3. Yandere Complex
  4. Ecifircas
  5. Lexapro Delirium
  6. This Fleeting Feeling
  7. Swinging in His Cell
  8. Mr. Kill Myself
  9. Down the Drain (feat. Nurtheon)
  10. Slowdeath


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