Alewya

Panther In Mode

2021 (Because) | footwork, bass, dance

Che Alewya fosse una strafiga lo si era capito il 16 dicembre 2020, data del rilascio su YouTube dell’esibizione di “Falling”, cover di un noto pezzo house di Dj Kent: bella come la Luna, intensa come Kelela, travolta nel ritmo come Grace Jones, sfacciata come M.I.A. e cool come Rihanna - e chi diamine si crede di essere ‘sta tipa? Al suo fianco, una strepitosa prova alla batteria di Moses Boyd, a fornire l’ulteriore indizio che in pentola stava bollendo qualcosa di eccitante e vistosamente meticcio.
Un anno e una manciata di singoli più tardi, e la ragazza ha messo a punto il suo Ep di debutto “Panther In Mode”, edito dall’anglo-francese Because, uno dei consorzi indipendenti più variegati e interessanti degli ultimi anni. Non sono certo mancati i videoclip d’accompagnamento, che ne curano l’immagine con una serie di outfit e movenze a dir poco accattivanti, ma anche questo fa parte del gioco e Alewya abita la propria pelle con innata sicurezza di sé.

“Falling” non è stata inserita in scaletta, non c’è nemmeno il suo primissimo singolo “Sweating”, datato giugno 2020, perché Alewya è già ampiamente protratta in avanti. Sei nuove tracce per una ventina di minuti, al momento, sono tutto quel che le serve.
“Panther In Mode” dispiega seghettati ritmi footwork, atmosfere da sozza bass londinese e una coivolgente produzione elettronica post-atomica, che non disdegna comunque una certa rotondità radiofonica. La vocalità di Alewya è asciutta, nervosa e assolutamente disinteressata all’arte del melisma e dell’abbellimento, quindi perfetta per tagliare attraverso il beat come una sciabola d’acciaio. Lungi dall’essere il prodotto del dj di turno con una bella presenza di contorno, “Panther In Mode” è lo spigoloso ma ben congegnato primo passo di una tipa che pare avere le idee già molto chiare.

Densissime sia la cantilena in apertura di “Dragon” che il mantra spiritato di “Ethiopia”, quasi desertiche a confronto “Zuggy” e “Channel High”, entrambe cucinate come esasperazioni in digitale delle sonorità di Tinariwen e Bombino nell’era dell’Edm di Zhu. Strepitosa “Spirit_X”: sembra drum’n’bass trasfigurata e assemblata con blocchi di tastiere in ebollizione, il ritmo si arrovella, Alewya vi fluttua sopra ma non cede. Il finale di “Play” inscena una sorta di meta-reggaeton come certi episodi di “KiCK i” di Arca, ancora una volta asciutto e sintetico ma sempre trascinante.

Ed è quanto basta; Alewya ha un suono alla moda, una vocalità immediatamente riconoscibile, un’immagine memorabile e l’innato carisma di una star già navigata. A tratti è quasi fragile e gracilina, si piega verso una spiritualità tutta terrena e ne riemerge smargiassa più di prima. Inutile dire che, con tali premesse, le aspettative per un album sono molto alte.

(24/12/2021)

  • Tracklist
  1. Dragon
  2. Ethiopia
  3. Zuggy
  4. Channel High
  5. Spirit_X
  6. Play




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