Capo Plaza

Plaza

2021 (Warner Music) | trap, pop

Luca D’Orso, salernitano nato nel 1998 meglio conosciuto come Capo Plaza, ha attirato su di sé l’attenzione della scena e degli appassionati, soprattutto i giovanissimi suoi coetanei. Esordisce su YouTube nel 2013 e fa sempre più coppia fissa col producer Ava, che ha trovato il vestito ideale per il suo flow cantilenante. La svolta arriva con “Giovane fuoriclasse” (2017, triplo platino e oltre 86 milioni di views su YouTube), trap imbevuta di auto-tune, dalla base ipnotica con un cambio di velocità iniziale e il beat martellante pervaso dai sub-bass. Questo modello è fin troppo seguito nell’album “20” (2018, triplo platino): una delusione, da riscattare con un secondo lavoro in studio che viene pubblicato a gennaio 2021.

Si chiama semplicemente "Plaza", come a voler suggerire che è questo il vero esordio del trapper, l'album con cui definisce chiaramente il suo progetto musicale e dà seguito alle grandi aspettative che lo accompagnano ormai da un quadriennio. Ad alimentare l'attesa, arriva "Allenamento #4", tre minuti scarsi di aggressiva trap futuristica piena del solito auto-tune, che suggerirebbe la volontà di confezionare un lavoro adrenalinico e spigoloso. La scaletta completa, di ben sedici brani, cerca di non smentirsi, aprendo con l'allucinata "Track 1", una nuvola di synth in cui snocciolare le prime strofe prima che un beat dia il via alle danze.
Si entra nel vivo con "Plaza", una nuova "Giovane fuoriclasse", con la stessa volontà di raccontare il proprio successo in stile from-zero-to-hero, come fa anche "Ultimo banco". Aggiunge varietà l'ospitata di Gunn per "Vvs", filastrocca che ripete ossessivamente i suoi slogan e trova respiro solo nel flow più morbido del rapper statunitense, ma all'altezza di "Fiamme alte" si scopre il lato emo-trap, intimista e radiofonico del progetto, con tanto di pianoforte un po' patetico, sviluppato anche in "Non fare così". Ancora più ruffiana "Demonio", latin-trap con il prezzemolino Sfera Ebbasta, che idealmente chiude la sezione più ispirata dell'opera.

Neanche arrivati a metà, insomma, le idee latitano: si potrà risolvere con un ammicco nostalgico come "Street", che riprende un vecchio successo di Nelly, tralaltro per raccontarsi fra autocelebrazioni e luoghi comuni trap? Oppure con un altro momento trap-pop con l'ennesimo testo fotocopia, e il solito auto-tune? O con alcuni momenti di trap ruvida ma sostanzialmente risaputa, come "Successo"? Un aiuto potrebbe arrivare da tre ospitate, quelle di Lil Tjay e A Boogie Wit Da Hoodie dagli Stati Uniti e quella del tedesco Luciano, ma la scrittura non è granché originale e le guest-star non sono Tupac, Notorious B.I.G. e Nas.

A quasi tre anni dall'esordio "20", la grande conferma non è arrivata e forse il "giovane fuoriclasse" è solo un'altra delusione in una scena sovraffollata. Non c'è abbastanza personalità a sorreggere l'intera scaletta, e pure il connubio con Ava, principale produttore con Mojobeatz, finisce per omogeneizzare molto il risultato, anche perché D'Orso non si mostra per niente eclettico. I contenuti, poi, sono puro cliché.
L'album è stato pubblicato insieme a un fumetto e persino un videogioco arcade, ad ampliare la narrazione di un artista che forse voleva raccontarsi in modo nuovo e diverso, ma che con questo sophomore potrebbe semplicemente costringere a rivedere al ribasso le nostre aspettative future.

(27/01/2021)



  • Tracklist
  1. Track 1
  2. Plaza
  3. VVS (feat. Gunna)
  4. Allenamento 4
  5. Fiamme alte
  6. Demonio (feat. Sfera Ebbasta)
  7. Street 
  8. OMG 
  9. Richard Mille (feat. Lil Tjay)
  10. No Stress (feat. A Boogie Wit Da Hoodie) 
  11. Non fare così
  12. Ferrari (feat. Luciano)
  13. Pochette
  14. Successo
  15. Tevez
  16. Ultimo banco


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