Hiatus Kaiyote

Mood Valiant

2021 (Brainfeeder) | jazz-funk

Un telaio in carbonio, snello e leggero ma inusitatamente resistente. Oppure una gabbia per pappagalli, con quelle delicate filigrane di metallo che s'intersecano come fogliame a sorreggere una struttura che non concede libertà. Aria e luce, ferro e acciaio: ascoltare il suono degli australiani Hiatus Kaiyote significa un po' perdersi in questo mondo da fumetto, a metà tra eleganza e allucinazione.
Nai Palm (voce e chitarra), Paul Bender (basso), Simon Mavin (tastiere) e Perrin Moss (batteria) vengono interrogati spesso sul tipo di musica che fanno, ma la definizione continua a sfuggirgli con ogni nuovo disco - "Mood Valiant" è il loro terzo in un decennio d'attività. Si può individuare l'approccio jazz tramite certe scelte armoniche e il tocco della strumentazione acustica, ma tra schegge di funk, bagliori psichedelici, calorose istanze soulful e impalpabili tappeti elettronici, anche "Mood Valiant" scivola fuori dalla tradizione e dentro un più ampio e moderno calderone da blog digitale. Un mezzo indizio lo fornisce l'associazione al marchio Brainfeeder, casa di Flying Lotus, Thundercat e Kamasi Washington, tra gli altri.
 
In scia con tali figure, "Mood Valiant" non è scevro dai tipici bozzetti brevi del disco/collage contemporaneo (la doppia introduzione "Flight Of The Tiger Lily" e "Sip Into Something Soft", l'intermezzo "Hush Ruttle").
Ma nel momento in cui i quattro imboccano la via della composizione più lunga, la forma canzone si apre a maglia: l'irresistibile singolo "Red Room" e la ballata piano e archi "Stone Or Lavender" offrono due anime di un lavoro al contempo rilassato ma curato al dettaglio. Tramite un colpo di fortuna, e un tour organizzato ad hoc, gli Hiatus Kaiyote sono riusciti a incontrare addirittura il compositore e arrangiatore di culto brasiliano Arthur Verocai nel suo studio: "Get Sun" è un viaggo pysch-tropicalista, con scenografiche sezioni di archi e ottoni a far da contorno come il pan di zucchero nelle cartoline di Rio de Janeiro.
I Kaiyote non mancano certo di perizia tecnica, per quanto mai fine a se stessa: "All The Words We Don't Say" e "Rose Water" svolazzano come ali di farfalla tra percussività miste e seghettature di basso, mentre in "Chivalry Is Not Dead" un macchinario digitale si affianca di soppiatto alla sezione basso/batteria per creare un vischioso pulviscolo industriale.
 
Sopravvede al tutto la voce di Nai: leggera e fatata come Mariah Carey, ma altrettanto capace di elastiche inflessioni soul-r&b - vengono in mente sia Fatima che Fabienne Holloway, quest'ultima vocalist degli altrettanto filo-jazzisti Radiant Children. Recentemente sopravvissuta a un tumore (il che spiega i ben sei anni che ci separano dal precedente "Choose Your Weapon"), Nai è anche il flucro materno della band, e la conclusiva "Blood And Marrow" è il suo momento più personale: una stralunata interpretazione di exotica alla Nina Miranda montata su una stramba base indietronica.
Elegante e seghettato, nervoso e sognante: sulle prime "Mood Valiant" può sembrare un ascolto da hipster e paga in decostruzione e atmosfere soulful che si squagliano al sole ("Sparkle Tape Break Up"). Ma tra cura del suono e attenzione al dettaglio, il talento degli Hiatus Kaiyote riesce comunque a far abbondantemente capolino da questa coltre di palmeti tropicali e suggestioni spaziali. Consigliato l'ascolto, soprattutto nella bella stagione.

(30/06/2021)

  • Tracklist
  1. Flight Of The Tiger Lily
  2. Sip Into Something Soft
  3. Chivalry Is Not Dead
  4. And We Go Gentle
  5. Get Sun feat. Arthur Verocai
  6. All The Words We Don't Say
  7. Hush Rattle
  8. Rose Water
  9. Red Room
  10. Sparkle Tape Break Up
  11. Stone Or Lavender
  12. Blood And Marrow


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