Sbocciato originariamente come progetto solista del losangelino Bert Hoover, fondato prettamente su un utilizzo sfrenato della
drum machine, Hooveriii (pronunciato Hoover Three) si è col tempo trasformato in una formazione composta da sei elementi, impegnatisi nel forgiare un'esclusiva combinazione tra stilemi consolidati quali
psichedelia,
kraut-rock e un modernizzato
progressive.
Dopo quasi un decennio d'attività, la band è giunta alla pubblicazione del tumultuoso "Water For The Frogs", lavoro nato in terra tedesca all'interno di un freddo bunker militare, influenzato dalle sonorità del
Bowie berlinese, dall'accidiosa
new wave che lacera l'
Iggy di fine anni 70 e dalle sperimentazioni patafisiche dei
Soft Machine.
La traccia d'apertura "Cindy", elaborata sul dolore procurato dalla perdita d'affetti ritenuti scontati, procede con portamento sinistro, tracciato su profonde linee di basso, accessibili
riff di chitarra e un fragoroso esercizio alle percussioni.
Un credibile cenno di
kraut si affaccia in "Control", dove gli echi di
Canterbury vanno a scontrarsi con la
drone tramite eteree tastiere, mentre "Hang 'Em High" sfoggia la sua bizzarria psichedelica miscelata con il più ottimista dei ritmi
garage; un verme auricolare di effetti che si frantumano nella mente, tra ronzanti chitarre e tamburi tribali.
"Shooting Star" si alimenta gradualmente di riverberi ed echi stoner, per transitare verso mutazioni
shoegaze, una rilassatezza lisergica spezzata dal
motorik di "We're Both Lawyers", strumentale dalle vaghe ombre
barrettiane ricadenti in un funk a lenta combustione.
"Erasure" ravviva i ritmi d'inizio gara, grazie al doppio
drumming sul quale si adagiano possenti effetti space-rock, per arrivare alla conclusiva "Gone", dove una batteria funky d'apertura accompagna in territori misti tra psych-rock e il
John Carpenter più infuocato, per un trascinante viaggio lungo circa dieci minuti.
Con il
post-punk, anche lo psych-rock sta vivendo una nuova giovinezza.
Gli esercizi svolti da
King Gizzard & The Lizard Wizard,
Tame Impala,
Black Angels, solo per citarne alcuni, hanno fatto rifiorire la voglia di "flower-power", senza propinarla in toni nostalgici e stravaganti voglie di percezioni alterate, piuttosto proponendola come omaggio a un'arte avanguardistica.
"Water Of The Frogs" veste gli Hooveriii di abiti pittoreschi, che conservano un'eleganza poco usuale per tali eccentriche ambientazioni, perfettamente inserite tra le più credibili tra quelle venute alla ribalta negli ultimi tempi.