Jane Weaver

Flock

2021 (Fire) | alt-pop, psych-pop

La crisalide è diventata farfalla: una metamorfosi quasi indolore per Jane Weaver. L’organico flusso di elettronica, space-pop, landscape e hauntology dell’artista inglese ora si nutre di ritmi, di sbuffi rock, muscoli funk, arie kraut e riff beat, per un’altera e bizzarra digressione pop contemporanea. Jane Weaver recupera le primigenie fonti d’ispirazione psych-folk, entrando con autorevolezza in quel giardino art-pop che St Vincent ha abbandonato per incerte metodologie e frequentazioni blasonate e maliziose.

Mellotron, marxofono, graffi chitarristici ed echi di strumenti a fiato aromatizzano pop song glaciali e prive di sbavature, per un’audace sinergia tra il suono dei corrieri cosmici, l’art-pop di Kate Bush e variopinte pulsioni funky-disco.
“Flock” conferma l’abilità di Jane Weaver nel scendere a patto con la struttura-canzone, senza rinunciare a quella densità e a quella peculiarità stilistica che le ha permesso di passare indenne tra i rigurgiti elettronici tipici dei Tangerine Dream (“Modern Reputation”) e il minimalismo dell’elettro-pop contemporaneo (“Sunset Dreams”). A fianco ancora una volta c'è il fido consorte Andy Votel, che aiuta Jane nell’arroventare la fiamma della contaminazione, sfiorando la grandeur di Kate Bush nell’elettro-funk di “The Revolution Of Super Visions” e ribaltando le logiche del glam nelle sudicie sonorità dream-pop di “Stages Of Phases”, che cita senza pudore gli Electric Light Orchestra di “Turn To Stone”.

L’opera più estroversa di Jane Weaver nasconde più di un’insidia: resta infatti obliqua la natura dream-pop di “Heartlow”, mentre il breve break atmosferico "Lux", che intercetta il recente progetto “Fenella” (la tenebrosa reinvenzione sonora ideata per un vecchio film d’animazione ungherese) serve soprattutto da spartiacque al fine di condensare la sequenza dal più alto tenore esoterico/sperimentale. Al centro di questa scena sonora ci sono nuove vibrazioni che nascono dall’interesse di Weaver per la musica libanese, russa e il punk australiano, che l’artista introduce nel già ricco archivio che accoglie kraut-rock alla Neu, quello spirito jazz che intercetta le tribolazioni ritmiche già codificate da Stereolab e Broadcast (“Modern Reputation”), le nuance acid-folk degli esordi spennellate dal suono del flauto e insolite inflessioni spirituali (la title track).

“Flock” è un album dal potenziale enorme. Il groove funky di “Sunset Dreams”, la futuristica dance post-Prince di “Pyramid Schemes” e l’energico beat-pop di “Solarised” potrebbero essere spacciate tranquillamente per nuove hit di regine del dancefloor come Dua Lipa. Ma la normalità trasversale del nuovo album di Jane Weaver nasconde segreti e misteri poco noti ai cultori del pop da classifica, uno humor oscuro che conduce l’ascoltatore in un universo parallelo, un esoterismo elettronico che sfida la gravità dei sentimenti e che alla fine omaggia quella linea sottile che tiene insieme la lunga e complessa evoluzione del termine psichedelia.

(09/03/2021)

  • Tracklist
  1. Heartlow
  2. The Revolution Of Super Visions
  3. Stages Of Phases
  4. Lux
  5. Modern Reputation
  6. Flock
  7. Sunset Dreams
  8. All The Things You Do
  9. Pyramid Schemes
  10. Solarised




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